Il Tirreno

Grosseto

Il giallo dell’hotel Airone e la smentita di Lamioni

di Giovanna Mezzana
Il giallo dell’hotel Airone e la smentita di Lamioni

Attribuito al leader di “Passione” l’incontro dedicato al libro dell’ex Pdl Parisi «In quelle pagine sono un attore protagonista ma non ho organizzato l’evento»

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GROSSETO. Gianni Lamioni è sempre protagonista. Se c’è, catalizza l’attenzione; e se non c’è, è come se ci fosse. Il “babbo” della civica “Passione per Grosseto” – lista che entra ufficialmente nella compagine del candidato a sindaco del centrosinistra Lorenzo Mascagni (vedi servizio a pag. I) – era al centro della scena anche ieri all’hotel Airone. Qui è stato presentato il libro-retroscena – “Il patto del Nazareno” – di Massimo Parisi, deputato eletto con il Pdl oggi esponente di Ala, Alleanza liberalpopolare autonomie, componente del Gruppo Misto. L’incontro è iniziato con un equivoco e sull’equivoco è andato avanti: al centro dell’enigma lui, Lamioni-ago della bilancia-detonatore di polemiche, basti pensare a cosa ha scatenato confessando il suo voto (al tempo che fu) per Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento sociale.

Il giallo. Hotel Airone, ore 11 di ieri. Al tavolo dei relatori siedono: Massimo Parisi, deputato ex Pdl oggi Ala, ma soprattutto uomo del pianeta Verdini (Dennis Verdini) ed ex coordinatore toscano di Forza Italia; Monica Faenzi, deputata aderente ad Ala (pure lei), ma anche consigliere comunale a Scarlino; Simona Bonafé, europarlamentare Pd; Gianfranco Rotondi, deputato azzurro. Si presenta il libro di Parisi che svela gli intrighi che portarono a quel cessate il fuoco siglato tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Che c’entra Lamioni che siede in prima fila? C’entra. In molti si chiedono chi abbia organizzato quel “taccuino politico” servito con quella lista-cocktail di nomi e in molti mormorano che sia lui, Lamioni, il deus ex machina.

«È lui». «Chi è l’organizzatore? Ma è Lamioni – risponde il vicesindaco Paolo Borghi – e il suo gruppo “Passione per Grosseto”». E non è il solo ad esserne convinto. Intanto in sala il dibattito vola alto. «Il Patto del Nazareno – osserva la Bonafé – ha sdoganato a sinistra l’antiberlusconismo che aveva creato le ragioni di uno stare insieme senza motivazioni né culturali nè politiche. E ha anche posto le condizioni per un percorso di riforme».

La lezione Bonafé. L’europarlamentare ora si concentra sul Pd e sulle sue tante anime: «Al Paese non interessano le divisioni – dice – né se prevale la linea Renzi o quella Cuperlo. Interessano le riforme». A Borghi chiediamo cosa del dibattito in corso all’Airone – incluso il «Noi non siamo traditori» della Faenzi mentre definisce Verdini «politicamente un genio» – prenderebbe a prestito a mo’ di vademecum per l’appuntamento elettorale: «L’idea che rispetto al passato – risponde– le posizioni politiche sono tutte molto più vicine. Per chi come me viene da sinistra – aggiunge – c’è un po’ di difficoltà a riconoscersi in una coalizione che si allarga a fette molto vicine al centro. Le amministrative però raccontano un’altra storia e sarebbe da ipocriti pensare, ad esempio, che la presenza di Lamioni è ingombrante. Mi meraviglio che ci si meravigli. Quell’avvicinamento viene da lontano – continua il vicesindaco – Mi auguro piuttosto che ci si chieda se questo modello ci interessa». Stessa domanda la poniamo a Marco Simiani, segretario provinciale del Pd: «Non saprei – risponde – io sono arrivato adesso (al termine, ndr). Sono solo venuto a prendere Simona (Bonafé, ndr), andiamo a Castiglione da Farnetani». Tra le righe Simiani ci fa capire che le assenze eccellenti in sala (dei vertici Pd) sono volute: per non dare l’impressione che il Pd voglia cannibalizzare tutti gli spazi; del resto il partito era già rappresentato con una presenza di status.

Mistero svelato. Non rimane che chiedere a Lamioni se sia davvero lui il patron dell’evento: «Macché – risponde – Parisi è un amico, ma non sono stato io a farlo venire qui. Fu lui nel 2015 a proporre il mio nome a Berlusconi come candidato presidente del centrodestra per le regionali. Fu lui il 10 gennaio 2015 ad accompagnarmi ad Arcore e di questo ne parla nel suo libro, a pagina 205, sono un attore protagonista, io, qui, oggi. Quando saltò tutto, Parisi fu molto leale con me, siamo rimasti amici, ma non l’ho invitato io». Al termine dell’incontro l’autore del libro confermerà la versione di Lamioni: «Ho presentato il mio libro a Firenze e in altre città toscane – dice Parisi – oggi (ieri) sono a Grosseto e prossimamente a Lucca. Bella sfida elettorale questa di Grosseto – aggiunge – Due bei candidati (Mascagni e Vivarelli, ndr)».

Replica a Sani. Il padre della civica “Passione” si toglie un sassolino dalla scarpa. Questione Wine Shire: il deputato Pd Luca Sani l’ha chiamato recentemente in causa per quel progetto che secondo il parlamentare fu un costoso, buco nell’acqua: «E gli viene in mente dopo tre anni? – si chiede Lamioni – Ecco la risposta: nel 2007 la mia squadra di calcio a cinque perse una partita. Ah, fu colpa mia».

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