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MASSA MARITTIMA

Giuntini difende il Far Maremma

Giuntini difende il Far Maremma

Il sindaco replica a Massa Comune: «Opportunità, non carrozzone»

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MASSA MARITTIMA. «Tutti i privati hanno già preso parte alla ricapitalizzazione di Far Maremma, confermando così la sua valenza economica. Anche molti enti locali hanno intrapreso questa strada, dato che la società gestisce fondi importanti per gli enti pubblici. E questa è la sua valenza politica».

Il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, difende così il Far Maremma dopo gli attacchi della lista civica Massa Comune, che aveva definito senza mezzi termini «un carrozzone» la società consortile prendendo spunto da tutti i dubbi espressi del revisore dei conti in un parere.

«Ma il revisore ha dato parere positivo alla ricapitalizzazione, esattamente come i tecnici del Comune – riprende Giuntini – Se l’operazione non stava in piedi si sarebbe opposto».

Il sindaco massetano entra nel merito della missione del Far Maremma, perché spiega è lì la sua importanza. «Il regolamento 2013 dell’Unione Europea definisce le Gal (Gruppo di azione locale) delle strutture miste pubblico-privato deputate a gestire delle risorse: se non ci fosse una realtà simile in provincia di Grosseto, in grado di gestire i fondi, sarebbe stato un problema: avremmo corso il rischio di essere penalizzati».

Il Far Maremma invece è attivo nel territorio ormai dal 1994 e in questi ventidue anni di servizio ha gestito risorse per decine di milioni di euro, scandite in varie fasi (dal ‘94 al ‘99, dal 2000 al 2007 e dal 2007 ad oggi) che sono poi andate a finanziare progetti e iniziative di sviluppo del territorio, anche a Massa Marittima, tra Comune e altri enti (come l’Istituto Falusi) per circa un milione di euro.

«Non possiamo rinunciare a un’opportunità simile per risparmiare diecimila euro di ricapitalizzazione» continua Giuntini. «La crisi della società, che per sua natura non deve produrre utili, non è mala gestione ma è dovuta ai ritardi nell’attuazione del piano rurale regionale, che più si allunga e più mette in sofferenza della consortile, bloccandone le procedure programmate». (a.f.)

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