Il Tirreno

Grosseto

Estorsione, assolto titolare di night

Era stato denunciato da una ballerina ma la ricostruzione non ha retto l’accusa

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FOLLONICA. Assolto. Assolto perché il fatto non sussiste. Il giudice Giovanni Puliatti ha accolto la richiesta del viceprocuratore onorario Fidelia Dompetrini e ha assolto, pur se con forma dubitativa, Stefano Stecchini, 62 anni, di Firenze, imputato di estorsione nei confronti di una ballerina oggi 36enne, italiana. Fatti del 2010, avvenuti a Follonica ma anche altrove, e che avevano come sfondo l'attività professionale di Stecchini, all'epoca titolare del locale Gilda.

Secondo l'imputazione, l'imprenditore avrebbe preteso 80.000 euro dalla ragazza, che avrebbe anche percosso, minacciando di rivelare ai familiari di lei non solo la sua attività di ballerina di night ma anche che aveva recitato come attrice in pellicole pornografiche. Non solo: Stecchini avrebbe anche minacciato la ragazza per l'incolumità personale sua e dei suoi familiari, paventando che a dare l'ipotetica lezione sarebbero arrivate persone dalla Campania appartenenti ad associazioni mafioso.

Sono servite varie udienze (la prima era stata fissata per il maggio 2012) e otto testimonianze per far luce sulla vicenda o quanto meno per tentare di chiarire i rapporti che si erano instaurati tra i due. La ragazza - che effettivamente ha una carriera nell'hard ma anche come attrice di fiction andate in onda su canali nazionali - si era presentata alla polizia di stato di Viareggio per denunciare il titolare. Ma Stecchini aveva negato tutto, dal primo momento. Tra le tante cose raccontate dalla giovane donna, ci sarebbe anche la vendita del proprio appartamento in Versilia, proprio perché - aveva spiegato - obbligata a consegnare i soldi a Stecchini.

Chiuso il dibattimento, è arrivato il momento delle richieste. Il pm ha ritenuto confusionaria e non del tutto attendibile la ricostruzione fornita dalla parte civile; difficile arrivare a una individuazione univoca delle minacce e della consegna del denaro; difficile anche stabilire il collegamento tra i due fatti. C'è stato qualcosa, ha sostenuto l'accusa, ma giuridicamente non classificabile.

Di diverso avviso l'avvocato Emilio Soppelsa, di Lucca, che rappresentava la ragazza costituitasi parte civile. Tutto il dibattimento, secondo il difensore, ha dimostrato la responsabilità di Stecchini di fronte alle contestazioni mosse.

L'ultima parola alla difesa, gli avvocati Amanda Paoletti e Adriano Galli. La prima ha ribadito, soprattutto alla luce di quanto emerso nel dibattimento, l'insussistenza delle accuse rivolte a Stecchini e ha sottolineato la calunniosità delle contestazioni: la donna avrebbe raccontato una bugia con lo scopo di riprendersi la casa di Viareggio (ne aveva anche chiesto il sequestro), in realtà venduta per coltivare il progetto di una vita insieme a Stecchini in Brasile. Un progetto terminato con la fine della relazione tra i due. Nessuna prova che lei avesse dato i soldi a lui, ha ricordato la difesa. E se mai si era parlato di un debito di Stecchini, questo caso mai era un credito per la gestione di un locale in Campania. In aula, oltre alla moglie di lui, aveva testimoniato anche l'agente immobiliare che si è occupato della compravendita, e che era stato citato dalla difesa: ha spiegato di non aver mai saputo che la donna era stata minacciata e che quella trattativa era stata del tutto normale.

Il giudice si è ritirato ed è tornato in aula leggendo il dispositivo di assoluzione. Per le motivazioni occorrerà attendere un mese e mezzo.

Pierluigi Sposato

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di Redazione web