Attenzione
Un’ex maestra: «Le telecamere non risolvono i problemi»
GROSSETO. Maltrattamenti all’asilo. Sul caso interviene un’educatrice in pensione, Sabina Rombaldi, che ha lavorato nelle scuole dell’infanzia (pubbliche e private) e negli asili nido comunali. «Il...
GROSSETO. Maltrattamenti all’asilo. Sul caso interviene un’educatrice in pensione, Sabina Rombaldi, che ha lavorato nelle scuole dell’infanzia (pubbliche e private) e negli asili nido comunali. «Il controllo delle strutture educative spetta agli enti preposti - dice lei - ma cosa significa e come si esercita il controllo? Significa secondo me: visite periodiche dei dirigenti senza avvisi, riunioni con i genitori, aggiornamento del personale. Penso che la nostra sia una società malata, sempre più carente di valori come il rispetto della persona. Pensate che installando telecamere ovunque si possano evitare questi disastri? Le telecamere, come le intercettazioni, devono essere usate dalla magistratura qualora venga a conoscenza di atti delittuosi. Tanti sono favorevoli a installare telecamere nelle strutture educative e non solo. Occorrerà allora installarle anche nelle case, perché quante violenze accadono tra le mura domestiche senza che nessuno si sconvolga più di tanto. La società dimostra sempre più un volto feroce e disumano». Chi è intervenuto, dice la lettrice, chiede un controllo “poliziesco” invece che un maggior livello culturale e morale.
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