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Ipotesi di conflitto di interessi, nuove carte in Prefettura
GROSSETO. Le cronache risalgono a cinque mesi fa ma il sindaco Emilio Bonifazi non abbandona il lavoro iniziato e, per sostenere la bontà dell’operato dei consiglieri di maggioranza pd e compagni di...
GROSSETO. Le cronache risalgono a cinque mesi fa ma il sindaco Emilio Bonifazi non abbandona il lavoro iniziato e, per sostenere la bontà dell’operato dei consiglieri di maggioranza pd e compagni di partito, Saimo Biliotti e Daniela Piandelaghi, fornisce un nuovo elemento che li scagionerebbe dall’accusa di conflitto di interessi mossa loro dalla consigliera Stefania Laurenti, anch’essa del Pd.
La vicenda è arcinota. Biliotti è stato accusato di essere in conflitto di interessi nel suo ruolo di presidente della commissione Bilancio e attività produttive, quando questa ha trattato del Peep Pizzetti e quando, come consigliere, ha votato per il Regolamento urbanistico e la variante. Biliotti, infatti, di mestiere fa il costruttore e la sua ditta ha partecipato alla costruzione del Peep. Piandelaghi, invece, fa sempre parte della commissione e il conflitto di interessi starebbe nel fatto che un suo parente possiede una casa al Peep.
Il Comune ha prodotto un parere legale che però non si sbilancia. La minoranza ha dunque fatto un esposto alla Prefettura.
Ieri Bonifazi ha girato per conoscenza alla stampa un’integrazione dei documenti presentati alla Prefettura. È una sentenza del 24 marzo della Cassazione che affronta la questione di potenziali conflitti di interessi di consiglieri comunali a proposito della condanna di un consigliere di Milano per abuso di ufficio per non essersi allontanato dall’aula in occasione della votazione di una delibera. Ebbene, la Cassazione ha ritenuto corretta la posizione del consigliere, ribaltando il giudizio. «Questa sentenza dimostra in modo concludente e conclusivo la correttezza del comportamento dei consiglieri di Grosseto che non solo si sono solo astenuti dal votare, ma sono anche usciti dall’aula al momento della votazione», dice Bonifazi.
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