Il dolore
Geotermia, question time del M5s a Rossi
SANTA FIORA. Il Movimento 5 Stelle torna sul caso della centrale geotermica Bagnore 4 portando in consiglio regionale le questioni sollevate da Sos Geotermia e chiede che il presidente della Regione...
SANTA FIORA. Il Movimento 5 Stelle torna sul caso della centrale geotermica Bagnore 4 portando in consiglio regionale le questioni sollevate da Sos Geotermia e chiede che il presidente della Regione Enrico Rossi ne riferisca martedì in Aula.
«Il 31 maggio 2012 l’Agenzia regionale di sanità ha emesso una nota al dirigente del settore Via, Fabio Zita, dove si leggono criticità tali da portare questo dirigente, tenuto per legge al rispetto del principio di precauzione, a preannunciare all’assessora competente, Anna Rita Bramerini, l’emissione di un parere “sfavorevole” al progetto – rammentano –. Pochi giorni dopo Rossi toglie a Bramerini la delega sulla Via e il 18 giugno, quando Ars presenta il suo secondo parere, Zita viene rimosso».
Il secondo parere, però, nei fatti non smentisce le criticità del primo, sottolinea il M5s. Lo stesso presidente dell’Ars Fracnesco Cipriani, ricorda il consigigliere regionale m5s Giacomo Giannarelli, vicepresidente della commissione Ambiente e territorio, «come descritto dai comitati nell’esposto consegnato in Procura, le confermò pubblicamente il 17 giugno 2012 a Santa Fiora dove usò parole forti».
Giannarelli ricorda che l’elemento che ha portato al parere positivo è una mappa dei venti, presentata da Enel, in cui, a proposito degli inquinanti rilasciati dalla centrale si legge che si «evidenziano ricadute in aree quasi del tutto non abitate» con l’unica eccezione di mappe di ricaduta dell’acido solfidrico, mappe che, nell’ipotesi di fermo degli Amis, “non presentano significative criticità”, in quanto si verificano, nella peggiore delle ipotesi, per un totale di pochi giorni all'anno».
Il M5s cita la delibera 810, approvata il 10 settembre 2012, dove la giunta Rossi emette pronuncia di compatibilità ambientale senza citare alcuna criticità. Sostiene Giannarelli: «Se fossimo stati noi al governo avremmo garantito la terzietà degli uffici tecnici e avremmo sollecitato la richiesta di un altro parere, terzo, sulle mappe indicate da Enel».
«Adesso accertare i fatti spetta alla magistratura», conclude Giannarelli. La richiesta dei pentastellati è di avere l’interrogazione sul caso martedì in aula per la risposta di Rossi, e non il rinvio in commissione. «In caso contrario chiederemo un consiglio regionale straordinario», aggiunge il capogruppo Andrea Quartin. (f.b)
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