Il Tirreno

Grosseto

Forestali, il piatto piange Manca un milione e mezzo

di Alfredo Faetti
Forestali, il piatto piange Manca un milione e mezzo

Meno risorse trasferite e la fusione con Livorno: lievita il costo del personale Allarme del presidente dell’Unione. Unica strada, trovare nuove fonti di entrata

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MASSA MARITTIMA. Tra le risorse stanziate e le previsioni di spesa ci sono circa un milione e mezzo di euro: è una montagna di soldi, in meno, che colpisce l’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, chiamata da quest’anno a farsi carico della manutenzione e la valorizzazione dei boschi compresi tra la provincia di Grosseto e quella di Livorno, effetto diretto della riforma Delrio. Nella sede massetana dell’ente il neo eletto presidente Nicola Verruzzi suona l’allarme: è pronto a farlo sentire fino a Firenze, scrivendo una lettera al governatore Enrico Rossi, così da chiedere un faccia a faccia per discutere di questa situazione che mette a rischio le paghe dei trentacinque operai forestali in dotazione all’Unione.

Sulle Colline Metallifere si era capito subito che la trasformazione statale e la ridistribuzione delle funzioni dell’ente avrebbe creato difficoltà. Basta pensare al territorio di competenza in materia di forestazione, che se fino all’anno scorso era limitato ai colli attorno Massa Marittima (in cui operavano anche i Consorzi di Bonifica, e che dal 1° gennaio si è allargato a ben due province, compresa anche l’isola d'Elba. E sempre per effetto della riforma, i trentacinque operai specializzati che fino al 2015 erano a disposizione delle due rispettive province, da oggi sono sotto l’Unione dei Comuni e si aggiungono ai quarantuno già in forza nelle Colline Metallifere, che oltre alla loro gestione deve provvedere anche alla loro retribuzione.

Le difficoltà sono contenute in una determina approvata dall’ente, dove si legge che «fino al 2015 la Regione ha compartecipato al finanziamento della spesa (per la forestazione ndc) per una quota del 65 per cento delle necessità». Con il 2016 e l’arrivo di altri trentacinque dipendenti, poi «la Regione ha quantificato il relativo costo aggiuntivo in 1.128.000 euro che, aggiunto al costo degli operai già dipendenti dell’ente, porta la spesa annuale della manodopera a 2.480.000 euro». Il problema però, continua la delibera, è che «l’intervento finanziario regionale per il 2016 è stimato in circa 330.000 euro», che, aggiunti alle entrate previste da accordi già presi e fondi dell’Unione, possono andare a coprire in tutto circa 1.070.000 euro. Facciamo due conti: manca più di un milione e 400.000 euro all’appello. Da qui l’allarme del presidente, perché è dura programmare tutti gli interventi senza le risorse necessarie. In attesa che Rossi batta un colpo, l’Unione sta cercando strade alternative che possano alleviare le difficoltà. La delibera in cui viene descritto lo scenario serve proprio per gettare le basi per convenzioni in materia di forestazione con i Consorzi di Bonifica (Toscana Sud e Toscana Costa) e gli altri enti pubblici.

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