Sicurezza
«Traditi per Lamioni» L’Udc rompe le nozze
I centristi di Emanuel Cerciello abbandonano la coalizione di centrosinistra «Hanno preferito allearsi con chi un anno fa combatteva Enrico Rossi»
GROSSETO. Una giornata spartiacque, quella di ieri, in prospettiva elezioni. Il centrosinistra che perde i pezzi, Mascagni costretto a prendere in mano il timone, per provare a riportare in rotta la nave. La coalizione che ha dato vita alle primarie e che sostiene la candidatura dell’avvocato di fatto non c’è più. Il 7 marzo sembra lontanissimo. La benzina, sotto forma di entusiasmo, di cui il centrosinistra aveva fatto il pieno un mese fa, è stata consumata tutta negli ultimi giorni, tra richieste di chiarimenti, polemiche, forzature, prese di posizione anacronistiche. Il serbatoio ora marca rosso. A lasciare l’alleanza, per il momento, è l’Udc. Ma scricchiola anche un altro piede del tavolo: sulla porta ci sono i civici di Fare Grosseto, la lista che fa capo ad Amedeo Gabbrielli.
Situazione surreale. Il clamoroso annuncio dell’Udc (che porta in pancia anche Rpa di Francesco Donati) è arrivato ieri, all’ora di pranzo, con una conferenza stampa convocata all’hotel Granduca dopo una riunione fiume. Presenti tutti i dirigenti provinciali del partito, da nord a sud, chiamati a raccolta dal commissario Emanuel Cerciello. Facce tirate fin dalle presentazioni. A parlare è soprattutto Emanuel Cerciello, che balla sull’orlo del precipizio, essendo anche assessore della giunta Bonifazi: «Emilio sa tutto, ci siamo visti stamattina...».
Premiano il nemico. Cerciello, dal 2011, è alleato leale del Pd. È arrivato, l’anno scorso, a rischiare l’espulsione dal suo partito (entrando in conflitto con il presidente nazionale Lorenzo Cesa) pur di restare nel centrosinistra e non imbarcarsi nel progetto Passione Toscana («Abbiamo visto come è andata a finire...»). È il leader di quella componente dell’Udc che, nella primavera del 2015, ha sostenuto il governatore Enrico Rossi e soprattutto non ha mai fatto scherzi a Emilio Bonifazi. «Non chiedevamo nulla tranne rispetto e dignità. Sono mancati anche quelli». A scatenare il caos tra i cespugli (anche il Psi in questa fase è critico sulla strategia del partito di maggioranza) è l’imminente ingresso in coalizione di Passione per Grosseto, il gruppo civico fondata da Giovanni Lamioni. Cerciello e Bellettini evidenziano il fatto che da quelle parti si guarda a destra, «ben oltre il centrodestra», e ci sono uomini che hanno sempre combattuto il Pd.
Ci hanno fatto le corna. «Siamo stati traditi – ribadisce Cerciello ai giornalisti – è da dicembre che circolavano voci sull’ingresso in coalizione di Lamioni. Per noi è una scelta incomprensibile. Avevamo chiesto rassicurazioni, ci siamo fidati e siamo a questo punto... Non è bastato neppure il grido di allarme sulla stampa di dieci giorni fa. Inascoltato. Ora usciamo dalla coalizione e nessuno si stupisca della nostra decisione. Sarebbe come il marito che si stupisce della richiesta di separazione della moglie a cui ha fatto le corna».
Ci rimette Mascagni. E non solo. «Siamo dispiaciuti, arrabbiati – prosegue Cerciello – con diversi problemini da risolvere, ma la nostra avventura si chiude qui. Abbiamo a Grosseto una lista di 32 persone (16 uomini e 16 donne) già pronta. Li risentiremo tutti. In questo momento posso dire che andiamo da soli, poi vediamo...». Non solo. L’Udc rompe gli accordi anche a livello provinciale e non sarà nel centrosinistra in nessuno dei comuni al voto: a Orbetello, a Scansano, a Castiglione.
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