Il Tirreno

Grosseto

«Traditi per Lamioni» L’Udc rompe le nozze

di Gabriele Baldanzi
«Traditi per Lamioni» L’Udc rompe le nozze

I centristi di Emanuel Cerciello abbandonano la coalizione di centrosinistra «Hanno preferito allearsi con chi un anno fa combatteva Enrico Rossi»

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GROSSETO. Una giornata spartiacque, quella di ieri, in prospettiva elezioni. Il centrosinistra che perde i pezzi, Mascagni costretto a prendere in mano il timone, per provare a riportare in rotta la nave. La coalizione che ha dato vita alle primarie e che sostiene la candidatura dell’avvocato di fatto non c’è più. Il 7 marzo sembra lontanissimo. La benzina, sotto forma di entusiasmo, di cui il centrosinistra aveva fatto il pieno un mese fa, è stata consumata tutta negli ultimi giorni, tra richieste di chiarimenti, polemiche, forzature, prese di posizione anacronistiche. Il serbatoio ora marca rosso. A lasciare l’alleanza, per il momento, è l’Udc. Ma scricchiola anche un altro piede del tavolo: sulla porta ci sono i civici di Fare Grosseto, la lista che fa capo ad Amedeo Gabbrielli.

Situazione surreale. Il clamoroso annuncio dell’Udc (che porta in pancia anche Rpa di Francesco Donati) è arrivato ieri, all’ora di pranzo, con una conferenza stampa convocata all’hotel Granduca dopo una riunione fiume. Presenti tutti i dirigenti provinciali del partito, da nord a sud, chiamati a raccolta dal commissario Emanuel Cerciello. Facce tirate fin dalle presentazioni. A parlare è soprattutto Emanuel Cerciello, che balla sull’orlo del precipizio, essendo anche assessore della giunta Bonifazi: «Emilio sa tutto, ci siamo visti stamattina...».

Premiano il nemico. Cerciello, dal 2011, è alleato leale del Pd. È arrivato, l’anno scorso, a rischiare l’espulsione dal suo partito (entrando in conflitto con il presidente nazionale Lorenzo Cesa) pur di restare nel centrosinistra e non imbarcarsi nel progetto Passione Toscana («Abbiamo visto come è andata a finire...»). È il leader di quella componente dell’Udc che, nella primavera del 2015, ha sostenuto il governatore Enrico Rossi e soprattutto non ha mai fatto scherzi a Emilio Bonifazi. «Non chiedevamo nulla tranne rispetto e dignità. Sono mancati anche quelli». A scatenare il caos tra i cespugli (anche il Psi in questa fase è critico sulla strategia del partito di maggioranza) è l’imminente ingresso in coalizione di Passione per Grosseto, il gruppo civico fondata da Giovanni Lamioni. Cerciello e Bellettini evidenziano il fatto che da quelle parti si guarda a destra, «ben oltre il centrodestra», e ci sono uomini che hanno sempre combattuto il Pd.

Ci hanno fatto le corna. «Siamo stati traditi – ribadisce Cerciello ai giornalisti – è da dicembre che circolavano voci sull’ingresso in coalizione di Lamioni. Per noi è una scelta incomprensibile. Avevamo chiesto rassicurazioni, ci siamo fidati e siamo a questo punto... Non è bastato neppure il grido di allarme sulla stampa di dieci giorni fa. Inascoltato. Ora usciamo dalla coalizione e nessuno si stupisca della nostra decisione. Sarebbe come il marito che si stupisce della richiesta di separazione della moglie a cui ha fatto le corna».

Ci rimette Mascagni. E non solo. «Siamo dispiaciuti, arrabbiati – prosegue Cerciello – con diversi problemini da risolvere, ma la nostra avventura si chiude qui. Abbiamo a Grosseto una lista di 32 persone (16 uomini e 16 donne) già pronta. Li risentiremo tutti. In questo momento posso dire che andiamo da soli, poi vediamo...». Non solo. L’Udc rompe gli accordi anche a livello provinciale e non sarà nel centrosinistra in nessuno dei comuni al voto: a Orbetello, a Scansano, a Castiglione.

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