Il Tirreno

Grosseto

«Ricreazione finita» Pure il mite Mascagni perde la pazienza

di Enrico Pizzi
«Ricreazione finita» Pure il mite Mascagni perde la pazienza

Il candidato del centrosinistra spara a zero su liti e dissidi «Non caccio e non inseguo nessuno, basta con gli orticelli»

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GROSSETO. «La ricreazione è finita, sono un mite, ma anche io perdo la pazienza». Il candidato del centrosinistra a sindaco di Grosseto, Lorenzo Mascagni, non ci sta a sentirsi tiare per la giacca da ogni parte e soprattutto vuole rassicurare i cittadini sul fatto che al primo posto, per lui come per la coalizione, deve esserci solo il bene della città e la ricerca delle soluzioni ai problemi dei grossetani, senza ricette miracolistiche o progetti mirabolanti, ma idee concrete e fattibili.

Non è questo, però, ciò che emerge oggi dalla lettura dei giornali. «Quando un cittadino la mattina apre i giornali, soprattutto se del centrosinistra - dice Mascagni - e legge di battibecchi tra noi, è portato a pensare che noi non avremo la fermezza per amministrare la città. Invece voglio rassicurare tutti: se ho accettato di candidarmi - spiega - l’ho fatto anche per affermare uno stile di governo diverso da chi mette al primo posto il proprio orticello rispetto al bene comune. Su questo sarò fermo e intransigente. Per questo non accetterò accordi di potere con nessuno, i grossetani possono stare tranquilli, perché ci ho messo la faccia e su questo non cambierò idea. Rivendico in questo senso novità e discontinuità».

Mascagni fissa, poi, i capisaldi del suo modo di stare in politica. «Innanzitutto si fa politica perché abbiamo a cuore il bene della città, in secondo luogo - dice - lo facciamo con il centrosinistra perché riteniamo che sia più capace di tenere insieme la complessità del nostro tessuto sociale. Poi ci sono le ambizioni politiche, ma vengono solo molto molto dopo».

L’agenda politica vede «al primo posto il lavoro e lo sviluppo, i veri temi della città - dice Mascagni - poi abbiamo a cuore sicurezza, ma allo stesso tempo, la coesione della città, e lo facciamo mettendo l’accento sulla speranza, mentre rabbia e livore sono talvolta caratteristica del centrodestra. Inoltre la nostra coalizione è saldamente radicata sui valori della Costituzione: tra poco è il 25 aprile, la nostra festa. Chi sta dentro i valori della Costituzione sta dentro il nostro perimetro, ed è benvenuto, ed è su questi criteri che affronterò il tema delle alleanze».

L’Udc se ne va, Passione per Grosseto vorrebbe entrare. «Non mi sono candidato per vincere a tutti i costi - dice Mascagni - non inseguo nessuno pur essendo aperto e inclusivo: voglio vincere, ma voglio anche governare», insomma non vuol restare sotto il ricatto di promesse in cambio di sostegno. «Chi non sta nel perimetro che ho disegnato - conclude - può andare da un'altra parte». Un messaggio che vale per l'Udc, ma anche per Passione per Grosseto e per chiunque voglia far parte della coalizione. La disponibilità di Borghi a candidarsi?

«Accolgo la sua disponibilità con il massimo favore, presumo - dice Mascagni - che non sia una imposizione, ma che debba essere valutata dagli organismi deputati a formare le liste. In ogni caso ringrazio Paolo anche del fatto che non rivendicherà alcun impegno nella giunta: condivido e sottoscrivo, è un atto di generosità».

Domani sarà inaugurata la sede elettorale in via Oberdan. «Lì - dice - vedremo chi mi sostiene. Io sono lanciato e andrò a dritto: la politica è un servizio, pretendo che lo sia per gli altri come per me. Prima il bene della città e poi dentro ci stanno anche le nostre legittime aspirazioni».

Quali altre liste ci saranno? Sicuramente una lista “Mascagni sindaco” «Una lista civica - spiega il candidato - che guarda a una componente di tutti quei cittadini che non si riconoscono nei partiti, ma che condividono il nostro progetto».

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