Proteste
Resta in piedi il processo a Elismo Pesucci
Nell’estate 2009 furono eseguite le misure restrittive, tra carcere e sospensioni dal lavoro
CAMPAGNATICO. 10 agosto 2009, San Lorenzo. Giornata di festa per Grosseto. Giornata difficilmente dimenticabile visto che fu giornata di interrogatori in Tribunale per gli indagati all’epoca sottoposti a misure restrittive.
Su richiesta del pm Stefano Pizza furono messi in carcere Emanuele Barone, Elismo Pesucci, Vito Accardo, Santo La Rocca, Avni Cela, Massimiliano Palazzoli. Arresti domiciliari per Massimo Pifferi. Divieto di dimora a Campagnatico per Antonino Barone e Fabrizio Tistarelli. Sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per Manuela Mazzuoli, Natascia Tonini, Simona Repenti e Lorenzo Racioppi. Divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per Eurocostruzioni, Edilux, Perna. Misure via via attenuate e poi revocate una volta cessate le esigenze cautelari, anche poco dopo gli interrogatori di garanzia. Per Barone e Pesucci la detenzione invece si prolungò per alcuni mesi, fino ai primi di novembre 2009.
Un primo punto fermo furono i patteggiamenti accolti in sede di indagine: quello di Santo La Rocca nell’ottobre 2009 (2 anni e 6 mesi), quello di Avni Cela nel novembre (1 anno e 8 mesi) e quello di Emanuele Barone nel febbraio 2010 (3 anni e 3 mesi).
I rivoli dell’inchiesta sono sfociati poi in alcuni procedimenti tuttora in corso davanti al collegio, mentre il sostituto procuratore Marco Nassi ricorda che per Elismo Pesucci pende (prossima udienza a maggio) un procedimento con giudizio immediato per corruzione. “Amici Miei” per lui non è ancora finita.
(p.s.)
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