Il Tirreno

Grosseto

Inquinanti e vento: giallo sulla direzione

di Francesca Ferri
Inquinanti e vento: giallo sulla direzione

Lo studio di Enel esclude contatti con zone abitate, quello di Arpat indica correnti verso Arcidosso. La denuncia di Lazzeroni

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SANTA FIORA. Che aria tira a Bagnore? Non in senso figurato, ma letterale. Perché è sulla direzione del vento che in definitiva si è giocata la partita dell’autorizzazione di Ars alla centrale geotermica Bagnore 4 Enel green power.

Al di là della polemica scoppiata sul parere dell’Ars, c’è un punto fermo sul quale si basa l’ok al progetto da parte dell’Agenzia: i pericolosi inquinanti rilasciati nella nube di vapore dalla centrale sarebbero ricaduti in zone non abitate.

Lo stesso direttore dell’Ars, Francesco Cipriani, dichiarando che l’Agenzia non cambiò idea su Bagnore 4 perché già il primo parere (del 31 maggio 2012) era favorevole alla costruzione, ha spiegato che l’unica perplessità era rappresentata da una mappa di ricaduta dell’acido solfidrico – una delle tante sostanze presenti nel vapore rilasciato in atmosfera – in caso di fermo dei filtri Amis. La perplessità fu poi chiarita dall’Enel e l’eventuale ricaduta giudicata dall’Ars non pericolosa nel secondo parere (del 18 giugno).

Insomma, Bagnore 4 aveva passato l’esame dell’Ars. Per di più, studi successivi avrebbero dimostrato che a basse dosi l’esposizione all’acido solfidrico non è dannosa.

Gli inquinanti da tenere davvero a bada, infatti, sono semmai ammoniaca, anidride carbonica, metano, mercurio, arsenico e acido borico. E, a proposito di questi, sia nel primo che nel secondo parere l’Ars spiega che «Enel ha presentato numerose mappe di diffusione e ricaduta di vari inquinanti emessi dalle centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4. La quasi totalità di queste mappe evidenzia ricadute in aree quasi del tutto non abitate».

L’affermazione di Enel (e il conseguente via libera di Ars) si basa sullo studio delle correnti fatto dalla società milanese Cesi per conto di Enel green power, datato 13 marzo 2012, che – in 26 pagine di testo e mappe – stabilisce che il vento che c’è di solito in zona è un regime di brezze monte-valle indotto dall’Amiata che soffia verso nord est. Ed effettivamente in quella direzione non ci sono case.

Ma davvero il vento soffia in quella direzione? «Dalla zona delle centrali di Bagnore il vento soffia verso Arcidosso», cioè in direzione nord nord-ovest, dice al contrario il consigliere comunale arcidossino Corrado Lazzeroni, fermo oppositore della geotermia. «Il Comune di Arcidosso già il 20 gennaio 2012, nell’ambito della documentazione per la procedura di Via di Bagnore 4, sottolineava che il vento da Bagnore soffia verso Arcidosso – dice Lazzeroni – e che in quella direzione ci sono anche due alberghi e la comunità buddista di Merigar. Chiunque abita in quelle zone lo sa bene: il vento tira verso Arcidosso. Basta andare lì e vedere con i propri occhi».

L’affermazione trova conferma in uno studio di Arpat che, nell’allegato A del contributo istruttorio alla Via (26 luglio 2012) mostra una rosa dei venti dell’area di Bagnore incentrata alle Aiole. L’area risulta dominata da venti provenienti dai quadranti sud, sud-sud est, quindi in direzione nord, nord-nord ovest, cioè verso Arcidosso; e da quadranti nord-ovest, nord-nord ovest, quindi verso l’Amiata e il monte Labbro.

«Da quando c’è Bagnore 4 il cattivo odore è aumentato e la gente si lamenta», dice Lazzeroni. La puzza, va detto, è provocata dall’acido solfidrico, con il suo odore di uova marce. Ma se arriva la puzza, quindi l’acido solfidrico, perché non dovrebbero arrivare anche gli altri inquinanti? Bagnore 4 è dotata di due filtri che trattengono ammoniaca e acido solfidrico; un filtro c’è anche a Bagnore 3. «Ma per gli altri inquinanti non ci sono filtri», dice Lazzeroni. Da qui la richiesta del consigliere ad Enel: «Deve fornire informazioni più dettagliate su questi inquinanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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