Il Tirreno

Grosseto

Furto di detersivo Arrestati nella fuga dai carabinieri

PAGANICO. Il bottino è singolare: detersivo. Quattro scatole per 12 flaconi da poco più di un litro e undici confezioni da quasi 5 chili. Tutto Dixan. Valore circa 300 euro. Anche se singolare era...

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PAGANICO. Il bottino è singolare: detersivo. Quattro scatole per 12 flaconi da poco più di un litro e undici confezioni da quasi 5 chili. Tutto Dixan. Valore circa 300 euro.

Anche se singolare era comunque un genere di articoli che è piaciuto a tre cittadini romeni, arrestati poco dopo il furto dai carabinieri perché avvertiti dal personale del negozio, il punto vendita Coop di Paganico. Sono finiti in manette Gheroghe Iulian Militaru, 31 anni, Vasile Dan Ghelbere, 40 anni, e Razvan Stot, 34 anni, tutti abitanti a Grosseto. Gli ultimi due sono tornati in libertà dopo il processo, il primo è stato invece messo ai domiciliari a causa dei precedenti.

Andiamo per ordine. Poco prima delle 19 di mercoledì il personale della Coop nota che hanno preso il volo le confezioni di detersivo momentaneamente custodite in un gazebo utilizzato come magazzino e situato poco fuori dal supermercato. Erano poggiate su un pancale. Sull’orario (per l’esattezza le 18.45) i dipendenti sono sicuri per aver fatto più volte la spola con il magazzino per ragioni di lavoro: prima, le confezioni c’erano. Parte subito l’allarme e i carabinieri riescono a fermare subito dopo l’auto con le tre persone a bordo. Un arresto in quasi flagranza. Sull’auto, del resto, ci sono un taglierino e degli arnesi da scasso, oltre che il detersivo appena rubata. Secondo la ricostruzione poi effettuata, i tre avrebbero usato il taglierino per rompere il cellophane nel quale il detersivo era avvolto per il trasporto pre-vendita. I carabinieri della stazione di Civitella Marittima prendono contatto con il magistrato di turno, il sostituto procuratore Salvatore Ferraro, e questi dispone l’arresto.

I tre vengono portati davanti al giudice Giovanni Puliatti. Sono persone che hanno studiato fino alle superiori (due su tre) e che hanno lavorato come operai anche nella nostra provincia. Il maresciallo spiega al giudice cosa è avvenuto, i tre stranieri confessano di essere stati gli autori del furto. Il pm chiede la convalida dell’arresto perché ricorrono tutti i presupposti, a partire dalla flagranza: ci sono poi la violenza sulle cose nonché il possesso della scatola con gli attrezzi e il taglierino. E poiché Militaru ha due precedenti risalenti al 2013, l’accusa chiede per lui i domiciliari, ravvisando il pericolo di reiterazione. Il difensore, Mara Renzetti, chiede invece una misura meno afflittiva, come l’obbligo di presentazione. Il giudice torna dalla camera di consiglio convalidando gli arresti e liberando Ghelbere e Razvan, che non hanno precedenti. Per Militaru, invece, arresti domiciliari. Poi il patteggiamento: 6 mesi e 80 euro per i primi due (pena sospesa), 10 mesi e 200 per Militaru, che dovrà scontare la pena. La refurtiva è stata restituita. (p.s.)

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di Redazione web