Sicurezza
Ennesimo furto in zona industriale
Ladri nell’azienda Mellini, rubati attrezzi per migliaia di euro. Le videocamere del Comune, appena installate, erano spente
FOLLONICA. «Ora basta. Non ci sentiamo più sicuri». Ennesimo furto in zona industriale, stavolta i ladri hanno fatto visita all’azienda di serramenti Mellini, in via dell’Industria 565: attrezzi e strumenti elettronici per un valore di alcune migliaia di euro. Nella notte tra mercoledì e giovedì qualcuno si è introdotto nella sede dell'impresa di porte e finestre entrando dalla porta posteriore, aperta grazie a un piede di porco. Una volta dentro i ladri (visto il bottino si pensa fossero più di uno) hanno girato tranquillamente all’interno dei locali portando via dal magazzino tutti gli strumenti di lavoro, trapani, ventose, seghe, il necessario insomma per l’attività della ditta follonichese. Dopo il deposito sono passati a far visita agli uffici dove hanno preso tablet, materiale vario (tra cui un astuccio con dentro i metri laser), un pc (togliendo fortunatamente la penna usb attaccata al portatile dove sono contenuti anni di lavoro) e ancora un’agenda personale dei proprietari dell’impresa. Una volta guardato bene che non ci fosse altro di interessante, i malviventi se ne sono andati.
Ad accorgersi del furto è stato Mauro Mellini, padrone dell’azienda che porta il suo nome: quando ieri mattina l’imprenditore è arrivato in sede ha capito subito che qualcosa non andava. Ha notato infatti che la porta posteriore era aperta, fatto insolito visto che ogni sera viene chiusa con un lucchetto. Subito dopo sono arrivati i dipendenti che ieri non hanno potuto lavorare perché senza attrezzatura.
«Siamo veramente stanchi - dicono i proprietari - E siamo pronti a raccogliere delle firme perché non possiamo non sentirci sicuri a casa nostra. Abbiamo una consegna in scadenza e questo furto ci fa perdere tempo prezioso: già lavorare è sempre più difficile, in più arrivano anche i ladri a metterci i bastoni tra le ruote. Non è possibile che la zona industriale sia diventata un far west: di notte qui non c’è nessun controllo se non un vigilante pagato dalle aziende».
La rabbia è cresciuta qando oltre al danno si è sommata la beffa: l’impianto di videosorveglianza installato da qualche settimana dal Comune agli ingressi della zona industriale non è attivo, quindi difficile sarà risalire ai colpevoli.
«Abbiamo chiamato le forze dell’ordine che ci hanno detto appunto che le telecamere sono spente», spiegano. «Qui ci prendono in giro, parlano di sicurezza, annunciano l’installazione della videosorveglianza e poi quegli strumenti non sono in funzione? La zona industriale è l’area da cui il Comune riceve più gettito rispetto a tutte le altre zone della città: quando c’è da riscuotere tutti sono pronti e scattanti, però quando le aziende chiedono un sostegno, nessuno le ascolta. Basta, non è più possibile andare avanti così».
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