Il Tirreno

Grosseto

la replica

«Barbagli non era presidente»

di Fiora Bonelli
«Barbagli non era presidente»

Il direttore Ars smentisce il consigliere: già in pensione da 7 mesi

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GROSSETO. «Ancora gravi falsità e calunnie su Ars e Bagnore 4. Sono sconcertato e stupefatto». Così Francesco Cipriani, direttore Ars, risponde alle accuse mosse da Giovanni Barbagli, ex presidente dell’Agenzia, che ha dichiarato di essere stato presidente all’epoca in cui Ars fu chiamata dalla Regione a esprimere un parere sull’impatto sanitario della centrale geotermica Bagnore 4, tra maggio e giugno 2012.

Come noto Fabio Zita, ex dirigente alla Via della Regione Toscana, ha parlato di due pareri emessi da Ars, il primo negativo e il secondo positivo, dichiarazioni che hanno acceso la miccia della polemica nella quale si è inserito Barbagli.

L’ex presidente, oggi consigliere comunale a Cinigiano e oppositore della geotermia, ha dichiarato che, da presidente di Ars, non ha mai visto il primo documento, mentre è venuto a conoscenza del secondo. «Mi sento imbrogliato», ha dichiarato.

Adesso la smentita di Cipriani: «Barbagli non era più in carica dal 27 luglio 2011: le sue affermazioni sono gravi e false».

Cipriani ripercorre la vicenda di Bagnore 4 per Ars. Tutto inizia il 13 febbraio 2012, con la lettera di Zita che chiede un parere. «A quella data Barbagli non aveva più alcun incarico in Ars», specifica Cipriani, che è direttore dal 25 ottobre 2011.

Barbagli dice che nessuno gli sottopose il primo parere e che nulla sapeva delle obiezioni di Zita? La replica di Cipriani è netta: «Ovviamente – dice – perché non era più in carica e non aveva più alcun incarico in Ars». E, ancora, quando Barbagli parla di «omissione» e lamenta di sentirsi imbrogliato, Cipriani dice che «Barbagli confonde decisamente gli anni. Accuse infondate».

L’Ars, specifica il direttore, «lavora sulla vicenda della salute nelle aree geotermiche da quasi dieci anni, iniziando con Eva Buiatti, con la collaborazione di enti e istituti italiani di ricerca, presentando i risultati in convegni e pubblicazioni scientifiche e mettendo sempre tutte le informazioni sull’attività, sul nostro sito web. Pubbliche. E questo Barbagli lo sa bene. Sono sconcertato e stupefatto». Ieri Ars ha pubblicato i due pareri integrali (vi si accede direttamente dalla home page del sito).

Dal canto suo, nonostante lo “scivolone” cronologico, Barbagli insiste sulle sue posizioni e si dice «imbrogliato tre volte». «Le precisazioni del direttore di Ars che dice che, quando fu mandato il parere all’assessorato, non ero presidente – spiega Barbagli – sono una mezza verità sulle date, ma non sulla sostanza. Come presidente in carica fui chiamato insieme ai tecnici dell’Osservatorio della epidemiologia a spiegare in commissione congiunta Sanità e Ambiente del consiglio regionale, a sostenere davanti ai consiglieri commissari che la geotermia sull’Amiata non produceva rischi alla salute perché i fattori di rischio erano altri: stili di vita, mercurio... Mi ricordo che ci fu un dibattito acceso con i consiglieri dell’opposizione, e nella fattispecie con Monica Sgherri, che incalzarono i tecnici Ars e si dichiararono non soddisfatti. Bene, quello studio fu il riferimento per tutto il resto ma, guarda caso, fu smentito da Ars con il parere negativo al quale si riferisce Zita».

Anche a questo, però, Cipriani replica duramente: «Barbagli confonde la questione geotermia e salute e tutte le ricerche sulle quali lavoravamo da anni, con la Via di Bagnore 4. Che nasce, per quel che riguarda Ars, il 13 febbraio 2012, data in cui Barbagli non era più presidente. Quel che più sconcerta è che un ex presidente ci accrediti di fronte all’opinione pubblica come quelli che non siamo, con danno di immagine falsa e brutta. Noi non eravamo e non siamo quelli. E Barbagli lo sa bene».

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