Sicurezza
«Asili, adesso di chi possiamo fidarci?»
Chiusa la struttura al centro dell’inchiesta per maltrattamenti, i genitori sono ancora alla ricerca di una soluzione
GROSSETO. Cancellata l'iscrizione al vecchio asilo e in attesa che il Comune trovi in tempi rapidi una nuova destinazione per i bambini, resto un dubbio in testa ai genitori. «Dopo quello che è successo di chi possiamo fidarci?» si chiede un padre, ripetendo la stessa domanda rivolta più volte all'amministrazione durante l'incontro in sala consiliare mercoledì pomeriggio.
«Com'è possibile che sia accaduto in un asilo privato accreditato dal Comune?» insistono i genitori, sia durante l'incontro che il giorno dopo, facendo intendere che i dubbi dopo i maltrattamenti non saranno cancellati con un colpo di spugna.
Ieri mattina nel viottolo che costeggia il centro di Grosseto il cancello addobbato con fiori di cartone colorato è rimasto chiuso. L'asilo nido finito al centro delle cronache dopo l'accusa di maltrattamenti e abbandono di minori ha retto soltanto due giorni dopo la diffusione delle immagini in cui si vedono bambini fatti mangiare a forza e altri chiusi da soli in stanze buie, poi la titolare rimasta in libertà ha dovuto prendere coscienza della situazione: tutte le iscrizioni sono state cancellate e non c'è stato altro da fare che chiudere i battenti. Il problema adesso è il futuro, su cui sta lavorando l'amministrazione comunale in modo da dare risposte nel tempo più breve possibile.
Le trenta famiglie coinvolte per il momento si stanno arrangiando con baby sitter e altri espedienti: soluzioni alternative che però non possono reggere ancora per molto. «Il Comune ci ha assicurato che la ricollocazione in altri asili avverrà in tempi stretti» spiega il padre. L'amministrazione sta infatti lavorando per trovare il sistema più snello per suddividere i trenta bambini rimasti senza asilo negli altri diciotto nido cittadini presenti in città, in cui sono ancora disponibili un centinaio di posti.
Differente la situazione per gli otto piccoli che frequentavano la materna, dato che al momento non sembra esserci spazio nelle scuole grossetane. C'è l'opzione Braccagni, avanzata anche dall'amministrazione durante l'incontro, ma i genitori l'hanno già cassata. Questioni su cui stanno lavorando incessantemente gli uffici del municipio, ma che non possono cancellare quei dubbi con cui ormai convivono le famiglie coinvolte.
«Com'è stato possibile che il Comune non si sia accorto di nulla?». Gli amministratori e i tecnici presenti all'incontro hanno comunque provato a dare delle risposte a questa domanda. Innanzitutto, ribadendo la qualità dell'offerta formativa grossetana, che «non deve essere intaccata da questa vicenda», come riportava la nota del Comune dopo i tre arresti.
Sul fronte dei controlli, invece, è stato spiegato ai genitori che le verifiche sugli asili accreditati vanno in due direzioni: la prima su requisiti oggettivi, come l'idoneità della struttura per fare un esempio, mentre la seconda si basa su requisiti soggettivi, legati alla formazione e la professionalità del personale. «Ma senza telecamere, com'è possibile controllare la professionalità delle educatrici?» hanno chiesto i genitori, mettendo dubbi su dubbi.
Intanto Sergio Campo continua nella raccolta firme per le telecamere. Si è aggiunta anche l’adesione «dalle insegnanti della scuola Sacro Cuore e dal Nido Michelina».
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