Il Tirreno

Grosseto

Telecamere, controlli, supporto psicologico

Le proposte di M5s: «Il personale preparato e che agisce in buona fede non avrà nulla da temere»

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GROSSETO. Telecamere a circuito chiuso e accessibili solo dall'autorità giudiziaria su segnalazione di genitori o Comune; controlli e sopralluoghi occasionali e senza alcun preavviso a cura di personale qualificato come psicologi e pedagogisti; monitoraggio e supporto psicologico continuo del personale educativo e non.

Sono le proposte del Movimento 5 stelle in seguito ai gravi fatti avvenuti nell'asilo grossetano coinvolto da un'inchiesta della Procura. Ieri nel gazebo, a Porta Nuova, Giacomo Gori, Francesca Amore e l'avvocato Claudio Fiori hanno incontrato i giornalisti per precisare la posizione e la ricetta del Movimento. «Quanto accaduto in città - spiega Gori - non deve essere generalizzato. Non vorremmo che passasse il messaggio secondo il quale “così fan tutti” gli operatori del settore. Ma è evidente che un problema sussiste. E il Comune è coinvolto in ogni modo, sia che si tratti di strutture semplicemente autorizzate, accreditate o comunali».

Prima di guardare gli effetti occorre però considerare le cause. E il M5s, leggi e regolamento comunale alla mano, ha approfondito la questione. «Fin dal 2003 - sono parole di Fiori - esiste un regolamento per l'accreditamento dei servizi educativi della prima infanzia (modificato nel 2009) che nel dettare le regole per la vigilanza e il controllo dei comuni prevede espressamente per i municipi l'onere di disciplinare forme e modalità d'ispezione occasionali al fine di verificare l'interesse dei bambini. Il regolamento comunale, da ultimo approvato nel 2010, si è totalmente disinteressato di questo aspetto. Il municipio si è limitato a copiare, all'articolo 13 del regolamento, il testo della legge regionale. Questo senza chiarire in alcun modo i termini precisi di questi controlli».

Il M5s propone le telecamere, «ma vanno sapute usare - prosegue Gori - e soprattutto non bisogna perdere di vista l'interesse dei bambini. Nel 2013 il garante per la protezione dei dati personali si è espresso in senso contrario all'uso indiscriminato dell'occhio elettronico all'interno di strutture per l'infanzia. Ma questo non ne impedisce un impiego intelligente. Telecamere montate a circuito chiuso, con registrazioni non accessibili a nessuno se non in caso di denunce di genitori o segnalazione del personale comunale di controllo, non ledono la sicurezza e la privacy di bambini ed educatori. Ma rappresentano un forte disincentivo verso comportamenti anomali e criminali».

Una sorta di scatola nera dunque. Per Gori, la Amore e Fiori si deve inoltre «incrementare i controlli e monitorare le condizioni di eventuale stress mentale degli addetti ai lavori». Infine la chiosa, sempre di Gori: «Il personale educativo preparato e che agisce in buonafede non avrà nulla da temere. Sono convinto che questo rappresenti il 99 per cento del totale. Per il resto chiediamo sanzioni esemplari per chi si è macchiato di certi reati. Come M5s miglioreremo l'offerta per l'infanzia con 5 nuove strutture in 5 anni, abbattendo le liste d'attesa e rivedendo i parametri d'accesso».

Gabriele Baldanzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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