Il dolore
Rubano rame nella vecchia miniera
Arrestati due uomini: avevano portato via una conduttura pesante 60 chili
MASSA MARITTIMA. Finisce in manette la caccia all’oro rosso di un cinquantaquattrenne di Follonica, Gino Lonzi, e di un quarantunenne di Gavorrano, Mario Magi, sorpresi dai carabinieri di Massa Marittima con un belo po’ di rame appena rubato. I due pensavano di farla franca quando, nel tardo pomeriggio di martedì sono entrati in una vecchia miniera a Capanne portando via 20 metri di condotta in rame, caricandola sull’Ape con la quale erano arrivati fin lì.
I carabinieri erano di pattuglia e hanno deciso di osservare meglio i due che, dopo essere scesi dall’Ape, muniti di cesoia, sono entrati nel capannone uscendo con il pezzo di condotta, dal peso complessivo di oltre 60 kg.
Stavano per allontanarsi quando si sono trovati davanti i carabinieri.
La perquisizione ha permesso loro di trovare, oltre alla refurtiva anche diversi arnesi da scasso. Vera e propria attrezzatura professionale che Lonzi e Magi avevano dentro l’Ape.
Il rame rubato è ancora oggi appetibile per i criminali che recuperano il metallo da condotte, grondaie, cavi elettrici ed altri oggetti rivendendolo a un prezzo che oscilla che tra i 3 e i 5 euro al chilo sul mercato nero, con grave danno sia ai privati che alla comunità anche perché spesso vengono gravemente danneggiati impianti di pubblica utilità.
La conduttura era lì nella vecchia miniera da oltre trent’anni.
Magi e Lonzi, entrambi disoccupati, ieri mattina sono stati processati per direttissima. Difesi entrambi dall’avvocato Paolo Valiani, hanno scelto di patteggiare. La loro richiesta è stata accolta dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro e il giudice Gianmarco Fausto De Vincenzi ha stabilito per Mario Magi una pena di sei mesi, mentre per Gino Lonzi, di 10 mesi.
Francesca Gori
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