Il Tirreno

Grosseto

Gratta e vinci falsificato: a giudizio

di Pierluigi Sposato
Gratta e vinci falsificato: a giudizio

Si era presentato in banca per riscuotere 200.000 euro ma è stato denunciato per tentata truffa

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GROSSETO. Si era presentato in banca per chiedere di poter incassare il biglietto del gratta e vinci che, apparentemente, risultava vincitore di un premio da 200.000 euro. Ma i controlli avevano destato l'attenzione dell'Ufficio premi di Lotterie nazionali, perché quel biglietto sarebbe stato alterato. Così era partita la segnalazione alla magistratura e per l'uomo, un elbano di 50 anni, è finito sotto processo per tentata truffa e falso.

Antonino Puliafito, abitante a Capoliveri, è finito nei guai per un "38" che sarebbe in realtà stato un "34". Un'alterazione grossolana, secondo gli esperti che avevano visionato il biglietto ma anche secondo la guardia di finanza, di un biglietto della lotteria istantanea "Caraibi". Stando all'imputazione, sarebbe stato lo stesso Puliafito ad alterare il biglietto nella sezione dei "numeri vincenti", rendendolo vincente. Si era presentato poi allo sportello della banca. E questo comportamento avrebbe comportato il tentativo di truffa, perché avrebbe cercato di trarre in inganno le Lotterie nazionali. Era il settembre 2013.

Il giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi ha ascoltato varie testimonianze. Ha ascoltato la dipendente della Cassa di risparmio di Firenze che aveva ricevuto la richiesta e che ha detto di essersi stupita che l'uomo si fosse presentato a Grosseto, quando avrebbe potuto fare la medesima operazione dalle sue parti: «Mi disse che il suo paese era piccolo e che voleva evitare chiacchiere».

Sul banco dei testimoni anche il sottufficiale della guardia di finanza che aveva sequestrato il biglietto e che aveva notato lui stesso un'alterazione palese del numero 38, senza che vi fosse bisogno di effettuare una perizia, se anche questa fosse stata effettuata: «Era grossolana».

Infine, ha parlato il funzionario dell'ufficio controllo delle Lotterie, il quale ha svelato il codice alfabetico di riscontro, basato su alcune delle lettere che compongono il numero. E il codice corrisponde al 34 e non al 38. «Nessuno ci fa molto caso - ha aggiunto il funzionario - ma questo è uno dei metodi di riscontro». Anche lui ha confermato l'alterazione, visibile quasi immediatamente: è come se qualcuno avesse applicato il nuovo numero sopra il precedente. La procedura ha comunque richiesto il confronto con l'originale in possesso della società che quel biglietto l'aveva stampato e conservato. La Commissione di validazione, l'organo interno a Lotterie nazionali appositamente dedicato, sempre nel settembre 2013 aveva confermato la contraffazione del biglietto e quindi l'inesistenza della vincita. Nel novembre successivo Lotterie nazionali aveva sporto denuncia contro la persona che si era presentata in banca per prenotare la vincita, pur non costituendosi come parte civile nel procedimento.

Il processo non è terminato: è stato rinviato a dicembre per la discussione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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