Il Tirreno

Grosseto

Disturbi alimentari aumentati del 30%

Disturbi alimentari aumentati del 30%

In tre anni i casi conclamati sono passati da 131 a 172. A Grosseto l’unico centro pubblico semiresidenziale dell’area sud est

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GROSSETO. I numeri sono impressionanti. Su mille adolescenti in Italia, circa cento soffrono di disturbi del comportamento alimentare in forme meno gravi, mentre 10-20 soffrono delle forme più gravi di anoressia e bulimia. E la provincia di Grosseto non fa eccezione.

Nel 2015 i pazienti che si sono rivolti al centro aziendale per i disturbi del comportamento alimentare (Dca), a Grosseto e negli ambulatori territoriali, sono stati 172 (124 seguiti in ambulatorio, 23 seguiti al Mandorlo, 25 inseriti nel percorso giornaliero Oneday treatment). Nel 2014 erano 152 e nel 2013 131. In tre anni, insomma, c’è stato un aumento del 31,2, per cento e si parla di casi conclamati.

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Una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, per gli effetti devastanti sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti, contro la quale, però, la Usl toscana sud-est (la ex Asl 9, ora riorganizzata in accorpamento con le Asl di Siena e Arezzo) ha però preso provvedimenti. Ed è proprio Grosseto il cuore dell’azione di cura per le persone – in maggioranza ragazze e giovani donne – che si trovano a combattere con il cibo.

Cosa sono i Dca. I disturbi del comportamento alimentare (Dca) sono condizioni molto complesse, caratterizzate da una grave alterazione del rapporto con il cibo e con il proprio corpo, che hanno origine in dinamiche biologiche, psicologiche, relazionali e sociali. Possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e, nei casi più gravi, portano alla morte. Per queste ragioni, il trattamento dei Dca deve essere affrontato con un approccio interdisciplinare e integrato, che deve avvenire in strutture di cura specializzate, in cui devono collaborare figure professionali diverse, adeguatamente formate.

Come si riconoscono i Dca. «Le forme più comuni sono l’anoressia, la bulimia e i disturbi da alimentazione incontrollata – spiega Maurizio Riccetti, psicologo e psicoterapeuta, responsabile del Centro aziendale per Dca della ex Asl 9 – quest’ultimo sempre più frequente. In realtà la distinzione fra questi disturbi non può essere così netta. L’esperienza dimostra che i sintomi migrano da un disturbo all’altro, rendendo più complessa la diagnosi e più complicata la cura psicoriabilitativa. Colpiscono in prevalenza le donne giovani, anche se la fascia di età si è ampliata con manifestazioni già nei bambini, in preadolescenza e con la tendenza a manifestarsi anche in età adulta. Negli ultimi anni è aumentato il numero dei maschi che soffrono di Dca, con un rapporto stimato in nove a uno».

I numeri. Studi epidemiologici internazionali stimano che lo 0,3 % delle donne tra i 12 e i 22 anni soffra di anoressia nervosa e l’1-2% di bulimia nervosa. Tra il 3 e il 6% della popolazione sarebbe affetto dai disturbi alimentari non altrimenti specificati (dati Ministero della salute). In Italia i Dca interessano circa 2 milioni di giovani.

Diagnosi, cura e presa in carico. La ex Asl di Grosseto, dal 2008, ha un Centro aziendale per i disturbi del comportamento alimentare all’ospedale Misericordia, nei cui ambulatori presta servizio un team di specialisti composto da medici, psicologi, dietisti, con il compito di fare diagnosi, individuare il percorso terapeutico e seguire i pazienti dal punto di vista medico e psicologico. Oltre al responsabile, Riccetti, vi lavorano Margherita Papa, psicologa, con particolare riferimento all’infanzia e adolescenza; Valentina Culicchi, medico nutrizionista; Valeria Franci ed Elisa Liberati, dietiste; Paola Paganini e Antonella Olivari, infermiere. Da dicembre 2011, l’attività ambulatoriale, come prevede la pianificazione regionale, si è ampliata con l’apertura del centro semiresidenziale Il Mandorlo, una struttura di secondo livello realizzata e gestita dalla Asl, grazie anche alla collaborazione dell’associazione Perle onlus, che ha contribuito alla ristrutturazione e ha donato gli arredi. La onlus ha stipulato una convenzione con la Asl, sulla base della quale il proprio personale (una psicoterapeuta, Silvia Duetti; una psicoterapeuta familiare, Serena Tornitore; una biologa nutrizionista, Lorenza Della Verde; tre educatori professionali Beatrice Catarsi, Martina Mariani e Francesca Casamassima) integra l’équipe aziendale che già opera al Mandorlo.

Unica struttura nel sud est. Il Mandorlo è, ad oggi, l’unica struttura interamente pubblica della Usl Toscana sud est dedicata ai Dca e accoglie pazienti anche da Siena, Livorno, Viterbo, Empoli. Offre un trattamento intensivo di tipo semiresidenziale durante le ore del giorno e può accogliere fino a 8 pazienti tra i 15 e i 30 anni. Ciascuno ha un proprio programma terapeutico e riabilitativo, elaborato dall’équipe multidisciplinare, che comprende controlli medici, riabilitazione nutrizionale, psicoterapia individuale e di gruppo, sostegno ai familiari e attività socioricreative condotte da volontari dell Perle.

Una residenza a Casa Mora. Entro la fine del 2017, con il completamento del Centro di Casa Mora, nel comune di Castiglione della Pescaia, la Usl sud est avrà anche una propria struttura residenziale, peraltro di riferimento regionale, destinata alla cura e alla riabilitazione dei pazienti con Dca.

L’ambulatorio di obesità. Dal 2014, inoltre, la ex Asl 9 ha attivato anche l’Ambulatorio di obesità e nutrizione clinica (responsabile Valentina Culicchi), cui normalmente si accede per problemi di obesità, malnutrizione e altre patologie in cui la nutrizione è un elemento importante della terapia. Quando il problema dell’obesità si associa a un Dca, il paziente accede al percorso Oneday Treatment, che comprende un ciclo di dieci incontri di gruppo, preceduti da una valutazione specialistica effettuata dall’équipe del Centro aziendale per i Dca. Il trattamento Oneday è un’esperienza che, in Italia, viene svolta solo a Grosseto e a Todi dove ha sede uno dei centri più importanti per il trattamento dei Dca, che collabora stabilmente con gli specialisti grossetani. Dei circa 420 pazienti, in questo momento in carico all’ambulatorio, il 10% soffre di Dca.

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