Sicurezza
Roccastrada non vuole i gessi rossi
Contestata l’ipotesi Bartolina: «Troppo vicina a zone di pregio»
ROCCASTRADA. A Roccastrada sono pronti a fermare i gessi rossi sulla strada. È una presa di posizione netta sia dal consigliere comunale Simonetta Baccetti che del coordinatore del comitato Insieme per Roccastrada Moreno Bollettini: venuti a conoscenza dell’ipotesi dell’opposizione gavorranese Bene Comune di portare gli scarti della produzione Tioxide nella cava della Bartolina, rispediscono l’ipotesi al mittente. «La cava proposta per scaricare i fanghi-gessi rossi si trova vicino alla Castellaccia e a tre chilometri da Ribolla – dicono – in una zona ricca di corsi di acqua, fiorenti aziende agricole e agrituristiche. Usare una voragine per discarica rende difficile eventuali controlli di conformità del rifiuto per scongiurare eventuali contaminazione delle acque sotterrane o di superficie – scrivono in una nota i due esponenti roccastradini – Eventuali anomalie lascerebbero al comune di Gavorrano qualche soldo in più nelle casse comunali ma, gli abitanti della Castellaccia e di Roccastrada (Ribolla) subirebbero il probabile degrado della ricchezza ambientale e occupazionale creata in anni di attività legate alla natura e alla ricchezza della terra».
La discussione sui gessi rossi è più accesa che mai. Ora che a Montioni lo spazio per lo stoccaggio è esaurito, la Tioxide è in cerca insieme ai Comuni di un nuovo sito dove lasciare i propri scarti dalla produzione del biossido di titanio. L’opposizione gavorranese Bene Comune, nei giorni scorsi, ha rilanciato anche attraverso un incontro pubblico al Filare la proposta della cava della Bartolina, che si trova a metà strada tra la Castellaccia e Ribolla. Ma l’idea a Baccetti e Bollettini non è piaciuta. «Riteniamo che la presa di posizione della sinistra gavorranese, illuminata da Sel sulla via della Bartolina, sposando appieno le richieste della multinazionale chimica, più che a scelte tecniche, può dare adito a sospetti di future, magari legittime, aspettative». Il sospetto dei due esponenti è che Bene Comune stiano lanciando questa proposta nel tentativo «di aiutare i loro cugini del Pd, oggi in maggioranza». Ma chi conosce la politica gavorranese, sa che questa sembra un’ipotesi poco verosimile.
(a.f.)
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