Il Tirreno

Grosseto

Geotermia, è polemica Sindaci e M5s a Rossi «La Regione chiarisca»

di Fiora Bonelli e Francesca Ferri
Geotermia, è polemica Sindaci e M5s a Rossi «La Regione chiarisca»

Santa Fiora e Arcidosso: «Non possono restare zone grigie» I pentastellati pronti a chiedere le dimissioni del governatore

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SANTA FIORA. Preoccupazione sull’Amiata, bufera politica in Regione. Le reazioni alle dichiarazioni dell’ex dirigente regionale alla Via, Fabio Zita, sono un coro di indignazione e rabbia.

I sindaci dell’Amiata. «Grande preoccupazione e scenario inquietante». È questo il filo rosso della presa di posizione congiunta dei sindaci di Santa Fiora Federico Balocchi e di Arcidosso Jacopo Marini, territori sul cui confine sorge la centrale geotermica Bagnore 4 di Enel green power, alle parole di Zita secondo cui l’Ars avrebbe espresso parere negativo sull’impatto sanitario di Bagnore 4 – allora in fase autorizzativa – e poi positivo dopo appena 15 giorni. «Le precisazioni del direttore dell’Ars Francesco Cipriani che, al contrario di Zita, sostiene che la prima valutazione non era negativa, sono rassicuranti, ma impongono uno sforzo di ulteriore chiarezza da parte della Regione – dicono –. Il nostro compito come sindaci è la tutela della popolazione e in un caso del genere non possono restare zone grigie o dubbi... È necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità». Balocchi e Marini chiedono dunque alla Regione di prendere posizione.

La minoranza protesta. Anche la minoranza di Arcidosso, per bocca di Corrado Lazzeroni, presenta il conto per una cosa definita «gravissima» e ricorda la richiesta dell’applicazione del principio di precauzione da lui presentata in consiglio comunale ad agosto 2014, «regolarmente bocciata dalla giunta Marini come le successive in materia di geotermia. Le interrogazioni sulla geotermia locale non hanno mai avuto risposte soddisfacenti e stiamo ancora aspettando che il sindaco si esprima sulle affermazioni del premier Renzi», dice.

In Regione. Intanto ieri il gruppo consiliare regionale del M5s ha presentato un’interrogazione urgente chiedendo le dimissioni immediate di Rossi se si dovessero accertare ingerenze della politica in valutazioni tecniche: «L’Agenzia avrebbe in tal caso perso ogni credibilità e affidabilità nelle sue valutazioni», non solo per Bagnore 4 «ma anche in tutti i suoi successivi pareri». I consiglieri chiederanno perciò l’accesso anche a tutti i verbali della Commissione d’inchiesta regionale sulla Tav. La questione è già stata segnalata alla Procura e, a seconda della risposta di Rossi all’interrogazione, il M5s si riserva ulteriori passi.

L’Ars. Come già anticipato ieri sul Tirreno, il direttore dell’Ars Francesco Cipriani ribadisce che il primo parere dell’Agenzia non fu negativo. Tutto ruota intorno alla mappa 02.c fornita da Enel sulla possibile esposizione della popolazione all’acido solfidrico nell’eventuale scenario di non funzionamento dei filtri Amis. «Correttamente – dice Cipriani – Ars afferma che a quella data non c’è letteratura sufficiente per sapere se queste basse esposizioni protratte nel tempo possano avere effetti sulla salute».

Pochi giorni dopo Zita telefona all’Ars dicendosi preoccupato e in difficoltà a usare il documento per la Via. Cipriani lo rassicura che il documento è tutt’altro che negativo ma si mette comunque al lavoro con il settore Energia della Regione, con Arpat e con esperti di mappe dell’Enel per rivalutare la questione della possibile esposizione ad acido solfidrico a basse dosi in caso di non funzionamento dei filtri. «Dalle verifiche – dice Cipriani – emerge che la mappa 02.c in realtà fa riferimento a uno scenario emissivo di scarsissima probabilità, frequenza e durata. Non si configura, perciò, come possibile scenario di un’esposizione “protratta nel tempo”». Pochi mesi dopo, a ottobre 2012, conclude Cipriani, il professor Bates presenta i primi risultati del suo studio in Nuova Zelanda sull’esposizione all’acido solfidrico che esclude effetti dannosi delle esposizioni croniche a basse dosi.

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