Il Tirreno

Grosseto

Cava della Vallina Stop all’escavazione per il concessionario

di Alfredo Faetti
Cava della Vallina Stop all’escavazione per il concessionario

Nonostante i solleciti, non ha eliminato il materiale di risulta E non paga il canone da due anni. Il Comune ferma l’attività

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GAVORRANO. I cumuli di terreno, frutto dell’escavazione, non sono stati rimossi, cosa che invece era prevista. È da dicembre che il comune di Gavorrano ha chiesto alla Edilcave srl di eliminare detriti in eccesso, ma la ditta non ha provveduto a ripulire il piazzale. E questo non è l’unico conto in sospeso tra l’Amministrazione e la srl: ci sono anche da pagare due anni di contributi di escavazione – parliamo della cava della Vallina – che ormai ammontano ad oltre trentamila euro. Senza contare infine che mancano ancora alcuni documenti per poter dire di essere perfettamente in regola.

È da quest’insieme di mancanze che il comune di Gavorrano ha deciso di bloccare l’attività alla cava della Vallina, dando trenta giorni di tempo alla società Edilcave srl di mettersi in regola.

Siamo ai piedi del colle su cui si erge il borgo medioevale: è impossibile non notare quest’immensa cava lungo la strada che porta al paese.

Negli ultimi mesi la Vallina è tornata agli onori delle cronache perché individuata da molte indiscrezioni come una potenziale meta futura dei gessi rossi della Tioxide, che cercano un nuovo sito di stoccaggio dopo che a Montioni lo spazio è esaurito. Intanto però dentro la cava c’è una ditta specializzata in materia di estrazione minerale, la Edilcave, che più di una volta ha avuto da ridire con l’Amministrazione. Non molto tempo fa, ad esempio, è stata emessa un’ordinanza per stoppare l’attività in seguito a diversi aspetti (annotati dai tecnici del Comune) di non conformità, tali da indurre gli uffici a ritirare le autorizzazioni al privato, che è andato comunque avanti per la sua strada forte della documentazione presentata in seno alla Conferenza dei servizi.

Si tratta di una vicenda finita sui banchi del Tar e ancora da discutere di fronte a un giudice. L’8 aprile poi è stato scritto un altro capitolo della storia di questa cava. Un’ordinanza del responsabile di settore infatti ha ripreso in mano il sollecito fatto a dicembre perché fossero rimossi i cumuli terrosi e in parte di fanghiglia presenti sul piazzale inferiore dell’impianto di lavorazione inerti, dato, come si legge sul documento, «il potenziale pericolo che rappresentano nel lato che si affaccia sul nuovo tratto di strada denominato delle Palaie».

Quello è un tratto di strada, tra l’altro, su cui l’Edilcave è stata chiamata a presentare – senza farlo – l’accertamento di conformità, dato che rientra come parte integrante nel progetto di coltivazione e ripristino della cava della Vallina.

Se non bastasse, ci sono anche i debiti: trentunmila euro, dato che i canoni di escavazione non sono stati pagati né per il 2014 né per il 2015.

Tutto questo ha portato all’ordinanza con cui il Comune ha fermato l’attività di escavazione, emessa subito dopo un sopralluogo dei tecnici svolto a marzo in cui hanno certificato che nulla di quanto richiesto alla società era stato fatto. Ora però è arrivato lo stop dell’amministrazione e la ditta ha trenta giorni di tempo per mettersi in pari con tutti gli arretrati.

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