Gioco
Renzi salta gli stand toscani, delusa la regina dell'alambicco
Verona, dopo il cartello per Mattarella, ne scrive uno per il premier «Peccato non sia passato da qui. Le soddisfazioni? Arrivano da serbi, ungheresi e giapponesi»
VERONA. Peccato. Il maestro distillatore Priscilla Occhipinti aveva un messaggio per Matteo Renzi, ma il premier non si è fatto vedere. Salta – o forse non era neppure in agenda – la passerella del presidente del Consiglio tra gli stand del padiglione 9 del Vinitaly, dove in mostra c’è l’orgoglio del settore vitivinicolo toscano e maremmano: dai vini Chianti al Brunello, alle grappe e ai distillati della Nannoni che sono il regno di Priscilla. «Ebbene sì, sono un po’ delusa – confessa l’unica donna che nel Belpaese si muove tra gli alambicchi – Poteva essere una bella occasione».
Il precedente. Domenica 10 aprile il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha inaugurato il Vinitaly, il salone veronese di status internazionale dedicato ai vini e ai distillati. Priscilla Occhipinti, allieva prediletta ed erede dell’arte del maestro Gioacchino Nannoni, ha approfittato della visita speed del presidente Mattarella – al padiglione toscano – per attirare la sua attenzione. E mostrargli un cartello che la dice tutta su quanto le aziende artigiane siano vessate da tasse e burocrazia. Era una denuncia, che conteneva anche consapevolezza del proprio saper fare, ironia e una nota di ottimismo: della serie, “Nonostante tutto, noi siamo ancora qua”.
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Renzi, tu e le accise. Quella per Mattarella era stata un’estemporanea (il cartello era appeso nello stand della Nannoni). Ieri, invece, la pragmatica Priscilla si era preparata: al Vinitaly sarebbe giunto Renzi e la regina delle grappe aveva preparato un cartello anche per lui. Cosa c’era scritto? Il messaggio ricordava al premier i «quattro aumenti di accisa» sull’alcol che ci sono stati «in un anno e mezzo». Ovvero, una batosta per i distillatori, anche per chi ha una realtà imprenditoriale scoppiettante e pluriblasonata come quella che guida la Occhipinti. La regina dei distillati non si perde d’animo: «Forse Renzi temeva di essere contestato – dice – O forse non era previsto che passasse da qui. Peccato, ma io vado avanti».
Qui Europa dell’Est. Il Vinitaly dispensa ugualmente soddisfazioni per le vinacce fresche distillate di Aratrice. «Buona parte dei risultati – osserva il numero uno della Nannoni che raggiungiamo telefonicamente a Verona mentre si destreggia tra i clienti che le fanno visita numerosi – arriva soprattutto dall’export, ma vogliamo essere ottimisti». Qualche esempio. Le acquavite di prugna e di albicocca seducono gli estimatori serbi: «Esperti del settore mi hanno detto che non avevano mai assaporato – racconta – un’acquavite come la mia: dato che i serbi sono grandi produttori, significa che l’ho fatta proprio bene!». Ammaliati anche gli ungheresi. E anche gli assaggiatori nipponici.
L’evento. E se le gratificazioni ancora non bastassero, c’è l’appuntamento del 28 maggio. I proprietari del Caffé Florian – il più antico caffé d’Italia, era il 1720 quando aprì a Venezia in piazza San Marco – hanno deciso di dedicare una serata alle grappe di Aratrice nel loro Florian fiorentino. Un menù tutto a base delle creazioni di Priscilla. Tra storia e tradizione, eleganza e raffinatezza, che tripudio sia.
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