Il Tirreno

Grosseto

Mabro, fiato sospeso per l’assegnazione

Francesca Gori
Mabro, fiato sospeso per l’assegnazione

Ancora una settimana per conoscere il futuro delle vestaglie azzurre: spunta un nome dell’alta moda italiana

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GROSSETO. Era stato sibillino, Paolo Coscione, la scorsa settimana. Il commissario che sta seguendo la Prodi bis della Mabro e che la prossima settimana dirà il nome di chi sarà chiamato a garantire il futuro delle vestaglie azzurre, aveva parlato di trattative e offerte che erano arrivate sulla sua scrivania al di fuori del bando. Quegli imprenditori, nomi altisonanti dell’alta moda italiana, gente che del “Made in” ha fatto il proprio vanto e la propria professione, li ha incontrati, ha spulciato pagina dopo pagina i loro piani industriali e i loro conti. E la scelta, probabilmente, è già stata fatta anche se quel nome ancora non può uscire dalla sua bocca.

Sono venute vie soddisfatte le rappresentanti sindacali che ieri sono salite sul treno per raggiungere il Mise, dove si è svolto probabilmente l’ultimo incontro prima dell’assegnazione. «Non voglio ulteriori proroghe - ha detto il commissario ai lavoratori e ai sindacati - sia per quanto riguarda il mio mandato che per quanto riguarda la cassa integrazione». Segno che i giochi sono fatti e che le idee del commissario sono chiare.

Non sarà un imprenditore cinese a rilevare la Mabro. L’ipotesi è rimasta in piedi a lungo: un gruppo orientale aveva partecipato al bando e i requisiti c’erano. Ma la scelta sarebbe cascata su qualcuno più vicino geograficamente a Grosseto con un’esperienza più che solida alle spalle nel campo dell’alta moda e dello stile tutto italiano, quello riservato a soli uomini, come si conviene alla fabbrica delle vestaglie azzurre.

Nella stanza del ministero dello Sviluppo economico, insieme al commissario Paolo Coscione, ai rappresentanti dei lavoratori, ai sindacati, all’assessore comunale Emanuel Cerciello e a un rappresentante della Regione, un’ora e mezzo di discussione è filata via liscia. Coscione ha rassicurato tutti: il 20 scade il bando per l’assegnazione dell’azienda e in quella data si saprà chi guiderà il futuro della Mabro.

Un futuro che prevede la riassunzione di tutti i dipendenti, in un paio di anni e l’apertura di una nuova sede che verrà individuata probabilmente in una delle aree Pip del Comune.

Il capannone di via Senese seguirà un destino diverso: quello del concordato di Royal Tuscany.

Prima di rimettersi al lavoro, i dipendenti di Abbigliamento Grosseto dovranno aspettare che sia realizzata la loro nuova fabbrica: il Comune ha dato disponibilità a vendere un’area che rientra nel piano Pip e che potrebbe essere ceduta in pochissimo tempo a un prezzo stabilito dal consiglio comunale.

La giunta infatti, ha la facoltà di procedere con l’assegnazione diretta nei casi di pubblica utilità o a fronte di condizioni eccezionali. E la Mabro potrebbe rientrare in quest’ultima fattispecie proprio per il numero di persone che sarebbero assunte nel laboratorio.

Ma queste considerazioni verranno fatte quando l’imprenditore scelto, che probabilmente già la prossima settimana verrà a Grosseto per un sopralluogo, sarà messo nero su bianco dal commissario per la Prodi bis Paolo Coscione che negli ultimi sei mesi ha lavorato soltanto per dare un futuro solido alla fabbrica delle vestaglie azzurre.

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