Il dolore
Le stragi nazifasciste raccontate in un sito
GROSSETO. Dopo una lunga e complessa gestazione è online l’Atlante delle stragi nazifasciste (www.straginazifasciste.it), un lavoro poderoso frutto di un progetto condiviso dal governo italiano e da...
GROSSETO. Dopo una lunga e complessa gestazione è online l’Atlante delle stragi nazifasciste (www.straginazifasciste.it), un lavoro poderoso frutto di un progetto condiviso dal governo italiano e da quello tedesco e promosso dall’Istituto per la storia del movimento di Liberazione in Italia (Insmli) e dall’Anpi.
Il database sulla provincia di Grosseto è stato affidato all’Isgrec (che fa parte della rete degli istituti storici dell’Insmli) e curato da uno dei suoi ricercatori, il grossetano Marco Grilli che di questi temi si era già occupato in passato. Grilli è infatti autore del volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia” sulla strage di Maiano Lavacchio.
«Ho curato tutte le schede della provincia di Grosseto – spiega Grilli – ad eccezione di quella sulla strage di Niccioleta perché se n’è occupato il coordinatore del progetto, il professor Paolo Pezzino, autore di un libro sul tema, “Storie di guerra civile”».
Per ogni scheda, spiega il ricercatore, sei le sezioni da compilare. «Per ogni strage – dice Grilli – l’Atlante ricostruisce prima di tutto la storia del singolo evento con l’indicazione della data e della località della strage, le notizie biografiche delle vittime, la loro tipologia (se erano civili, partigiani o ebrei solo per fare degli esempi) e la descrizione dell’episodio in merito in particolare alla tipologia di strage e alle modalità dell’uccisione. La seconda sezione è dedicata ai responsabili o presunti responsabili con distinzione tra tedeschi e italiani e gli estremi degli eventuali procedimenti giudiziari. Ma in ogni scheda dovevamo occuparci anche della memoria dell’evento, cioè delle tracce che l'episodio ha lasciato (come i monumenti, i cippi e le lapidi ma anche le onorificenze e le commemorazioni), di riepilogare tutte le fonti archivistiche, bibliografiche e multimediali esistenti su una determinata strage. Infine la scheda contiene le annotazioni nel caso ci siano dubbi sull'episodio o discrepanza tra le fonti e i crediti con l'indicazione dei nominativi di soggetti o enti che hanno collaborato alla sua compilazione».
Il contributo di Grilli all’Atlante delle stragi nazifasciste è una ricchezza ulteriore per l’Isgrec ma anche per tutto il nostro territorio. «Questo progetto – dice il ricercatore – ha permesso di completare il lavoro già avviato dall’istituto nel 2002 con la mostra “Stragi nazifasciste in provincia di Grosseto” ancora oggi conservata nella nostra biblioteca. Siamo arrivati a censire nella nostra provincia 74 episodi con 133 morti, cifra che non comprende le 77 vittime della strage di Niccioleta uccise a Castelnuovo Val di Cecina. Questo atlante è uno strumento utile per salvaguardare la memoria delle violenze di guerra ed è facilmente utilizzabile anche a scopo didattico. E poi dietro c’è un bel messaggio: due Stati europei (Italia e Germania) di comune accordo giungono a fare i conti con la propria storia». (s.l.)
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