Proteste
«Le istituzioni ci diano risposte»
I comitati all’attacco: «Ancora troppe le questioni in sospeso»
ALBINIA. «Non venga meno la comunicazione fra noi e le istituzioni. Vogliamo sapere. Se facciamo una domanda o una segnalazione abbiamo il diritto di ricevere un riscontro». È la richiesta di Aleandro Graziani, presidente dell’associazione Vita a nome dei comitati degli alluvionati Vita, Il Ponte e il Presidio di Marsiliana.
Fra le rappresentanze degli alluvionati si era creato, dopo la seconda alluvione nel 2014, un rapporto di interscambio voluto dal presidente della Regione Enrico Rossi, dall’allora assessora all'ambiente Anna Rita Bramerini e dai cittadini. Ora questo cordone che legava le istituzioni - dalla Regione al Consorzio Bonifica - sembra aver subito qualche strappo. «Abbiamo alcune questioni in sospeso - scrive Graziani - e su cui abbiamo chiesto conto da mesi agli uffici competenti senza avere ricevuto risposte. Non possiamo più aspettare». I comitati ripropongono le questioni ai destinatari della lettera aperta (Rossi, l’assessora regionale all'ambiente, il presidente e direttore del Consorzio di bonifica, il Genio Civile, i sindaci di Orbetello, Manciano, Magliano, Scansano e il consigliere regionale Leonardo Marras): dal ripristino delle strade danneggiate ai lavori per costruire l’argine remoto, alla rimozione del materiale sui terreni adiacenti al fiume, alla segnalazione di un avvallamento sull’argine del Magione Radicata per arrivare a un punto su cui i comitati hanno punzecchiato il Consorzio ossia lo studio dell'Università di Firenze, che sarebbe dovuto arrivare a conclusione a febbraio. «Questo studio - sottolinea Graziani - dovrebbe individuare le zone e gli interventi da mettere in opera per rendere l’Albegna più sicuro. Siamo ad aprile e non abbiamo ricevuto alcun riscontro». Il destino dell'Albegna da Marsialiana in su preoccupa non poco le associazioni: «il fiume è in uno stato di totale abbandono per l’incuria e forse anche per interventi sbagliati nel letto del fiume a monte del ponte di Marsiliana e per chilometri verso la sorgente in passato, contribuendo a una situazione catastrofica non solo per gli agricoltori e gli allevatori ma anche per le implicazioni che questo ha sulla sicurezza idraulica a valle». (i.a.)
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