Attenzione
Magliano, anche Moroni lascia Cinelli
Felicioni: «Ordine di una parte del Pd». Il sindaco: «Ho ancora i numeri, se mancheranno me ne vado»
MAGLIANO IN TOSCANA. Davide Moroni dice addio a Cinelli. Il consigliere di maggioranza della lista civica Magliano Oggi per la sua identità ha detto addio al sindaco Diego Cinelli. A darne conferma Valentina Ciacci e Massimo Felicioni del coordinamento politico della lista civica.
Dopo la notizia il coordinamento politico delle liste civiche Grosseto Oggi ha dichiarato di appoggiare ancora Cinelli «pur non negando la propria perplessità verso le dinamiche politiche che si stanno sviluppando in questo momento in Maremma, anche in vista delle prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno 5 Comuni. Davide Moroni, da sempre sostenuto dal Pd – spiegano Ciacci e Felicioni – si è allineato ai dettami provenienti dalla frangia pro-Mascagni. Questo, a nostro avviso, denota un chiaro disegno politico che mira a dividere il partito e a creare tumulti su tutto il territorio. Chi c’è dietro a questa volontà di dissesto della tradizione della sinistra grossetana? – si chiedono Felicioni e Ciacci – Cosa si muove nei retroscena del Pd? E quali saranno gli accordi che metteranno fine a questa diatriba che danneggia le amministrazioni e i suoi cittadini?».
Per ora una cosa è certa: «Al consiglio comunale di Magliano in Toscana convocato per giovedì 14 aprile sarà presente tra il pubblico anche l’ideatore e cootitolare del progetto politico civico Magliano Oggi per la sua Identità Massimo Felicioni».
Il sindaco Cinelli non appena saputo del dietrofront di Moroni ha subito convocato un consiglio comunale per verificare la sua maggioranza. «La cosa che ci lascia perplessi – dice Cinelli – è che meno di una settimana da quando sono state tolte le deleghe a Monica Stefanini abbiamo fatto una riunione di maggioranza nella quale tutti i componenti mi hanno dato la loro fiducia. Il comportamento di Moroni non è quindi chiaro. C'è senza dubbio una mancanza di personalità da parte del Moroni che non sa resistere alle pressioni non sappiamo bene di chi; e una mancanza di coerenza. Nessuno lo ha cacciato, anzi. In consiglio comunale, quindi, dovrà alzare la mano e, davanti anche a chi lo ha votato, spiegare la sua scelta».
Una scelta che Cinelli definisce «ingiustificabile a meno che non ci sia qualche complotto dietro ordito da qualcuno. Sarebbe opportuno che Moroni – dice il sindaco – invece di andare a creare un gruppo con la ex vice sindaca rassegnasse le sue dimissioni. Dovrebbe spiegare almeno a me la sua decisione, invece di non rispondere al telefono».
I numeri di Cinelli ora sono risicati ma ancora gli permettono di governare. «Se i numeri dovessero mancare non esiterò a farmi indietro, non sono attaccato alla poltrona. Mi dispiacerebbe non per Cinelli ma per la collettività. Abbiamo in ballo 800.000 euro di lavori pubblici che se non vengono fatti ora non li faremo più. Tutto serve a Magliano - conclude - tranne che un commissario». (i.a.)
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