Trasporti
Grosseto è capitale del paralimpico
Italian Open di atletica, il presidente della Fispes Porru entusiasta dell’accoglienza: «Quando piove qui c’è il sole»
GROSSETO. «La città di Grosseto sta facendo un grande percorso di crescita nella cultura della disabilità e della diversità».
Il presidente della Fispes, Sandrino Porru, parla in termini entusiastici degli Italian Open di atletica paralimpica ospitati allo Zecchini per il quarto anno consecutivo.
«Ci sono stati dieci record italiani – aggiunge Porru – ma l’Oscar per il fine settimana lo darei alla grande squadra che ha trasformato in un successo questa tappa del Grand Prix. Non ho mai visto in Italia e nel mondo un gruppo così numeroso e straordinario come qua in Maremma: ci hanno dato una mano in quattrocentocinquanta, tutti felici di esserci. Per non parlare dei giudici e di tutte le altre persone che ci sono state vicine, a cominciare dalle istituzioni fino ad arrivare ai mass media».
«Venerdì e sabato - sorride il presidente - le gare sono state condizionate dal maltempo, ma anche quando piove a Grosseto c’è il sole. Sono contento di questo test, che ci lancia per una dura prova, i campionati europei in programma allo Zecchini dal 10 al 16 giugno. Per la prima volta ci metteremo davanti al monto, ma con questa organizzazione e il gruppo di volontari non ho paura di niente».
Porru è anche soddisfatto del comportamento in pista: «Sono caduti dieci record italiani, ma altri atleti sono andati bene, a dimostrazione di un buon grado di preparazione. Mi aspetto grandi cose per la rassegna continentale, che sarà aun esame decisivo per i Giochi di Rio a settembre».
Brilla la stella Versace. Da una prima stima gli azzurri che saranno ammessi ai Giochi paralimpici saranno una quindicina. Tra loro cerca un posto Giusy Versace, stella della velocità, che sabato pomeriggio ha fatto il debutto nei 400 metri, battendo subito il record italiano con il tempo di 1'04''21.
«Ora ho capito cosa è il giro della morte – racconta la portacolori delle Fiamme azzurre – Fare il record italiano all’esordio stagionale mi dà grande energia ed è uno stimolo per fare meglio. Sono contenta perché ho fatto tanti pianti in allenamento».
«All’arrivo, dopo essermi gettata a terra per lo sforzo dopo aver dato tutto – prosegue la 38enne di Reggio Calabria – ho visto una smorfia sul volto di Andrea Giannini, il mio allenatore, con il quale mi lavoro, ormai da novembre dopo i Mondiali di Doha, per questa disciplina».
«Fermo restando che sono contentissimo – spiega il tecnico grossetano – è partita troppo forte, per crollare nel finale. Ha comunque ampi margini di miglioramento».
«Era la prima gara – si giustifica Giusy – non dovevo brillare qui ma è andata bene, su una pista che considero amica. Questo risultato è indicativo per capire dove ho sbagliato. Ho forza nelle gambe ma non mi sono saputa gestire, ho mollato negli ultimi 40 metri. Non me l’aspettavo di aver battuto il record, pensavo di aver fatto di più. Sento ancora i morsi della gara, anche per questo ho rinunciato ai 100».
«Volevo andare a Milano in mattinata – sorride – ma le compagne mi hanno convinto a fare un test nella staffetta. È andata bene: abbiamo fatto la migliore prestazione mondiale, ma sono rimasta a Grosseto fino a dopo pranzo».
Come coniuga gli allenamenti con l'impegno della Domenica Sportiva?
«È durissima, al di là delle due ore e mezza di diretta la domenica. Dal martedì al venerdì mi alleno a Vigevano con Andrea Giannini, dal sabato al lunedì sono in Rai. Non ho neanche il tempo di fare la spesa, ma lo faccio volentieri».
Com’è il suo rapporto con il calcio?
«Prima lo seguivo superficialmente, ma adesso anche solo bevendo un caffè con Bruno Pizzul e Giovanni Trapattoni imparo tante cose. Mi sto appassionando ed è un mondo che mi piace da morire».
Allora le possiamo chiedere: lo scudetto ormai è della Juve?
«La vittoria di Milano è pesante, ma il Napoli non mollerà facilmente e renderà tutto bello fino alla fine».
Da domani Giusy Versace tornerà a pensare agli Europei, a lavorare duro per i 200 e i 400. «I 100 metri – tiene a precisare – anche se sarò costretta a penalizzarli, non li lascio, sono il mio primo amore».
E dei Giochi Rio cosa dice?
«Sono scaramantica, vediamo mese per mese. A Londra 2012 mi davano già sull'aereo e invece sono rimasta a casa».
Le certezze del Ct Poletti. L’ultima battuta è del commissario tecnico azzurro, Mario Poletti: «Gli Italian Open di Grosseto, organizzati alla perfezione, con tanti splendidi volontari, anche se non hanno avuto la cornice di pubblico che meritano, mi hanno dato buone indicazioni. Ci sono state delle sorprese, come il velocista Andrea Lanfri, che ha battuto due record italiani. Conferme sono arrivate da Versace, Corso (anche per le due primati nazionali) e Tapia nel disco. Gli Europei? Mi aspetto buone cose, ma prima dobbiamo verificare la possibilità di recuperare le nostre atlete di punta, assenti in questi giorni, Martina Caironi e Assunta Legnante».
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