Sicurezza
Bonifazi: «Sandro, sei uno di noi. Grazie»
La caserma di Alberese intitolata ad Alessandro Giorgioni, il carabiniere morto in servizio nel 2004
GROSSETO. «Grazie di cuore Alessandro». Alessandro è Alessandro Giorgioni morto nel 2004, a 36 anni, quando stava facendo il suo lavoro e per questo c’è una medaglia d’oro al valore dell’Arma dei carabinieri che rammenterà sempre tragedia e coraggio. E a parlare, a dirgli grazie, è il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi mentre si rivolge ai familiari: la caserma dei carabinieri di Alberese ora è alla memoria del loro congiunto.
«L’intitolazione della caserma di Alberese ad Alessandro Giorgioni – scrive Bonifazi – è per la nostra città un fatto di grandissima importanza che stringe maggiormente la comunità ai carabinieri e al loro servizio. Sì perché Sandro era uno di noi al servizio della comunità».
«Nato nel 1968 – ricorda il sindaco – fin da piccolo ha vissuto ad Alberese. Barbaramente ucciso il 22 luglio 2004 a Sant’Agata Feltri mentre svolgeva il suo lavoro, insignito della medaglia d’oro al valore dell’Arma dei carabinieri, ha lasciato la moglie Simona e il figlio Leonardo. Ad Alberese ha vissuto con i suoi genitori, Giacinta e Francesco e con il fratello Gian Enrico. Una famiglia di carabinieri: Francesco, il babbo, a lungo comandante di questa stazione, Alessandro e Gian Enrico».
«La comunità di Alberese – sono le parole di Bonifazi – è rimasta traumatizzata da quanto accaduto. Ha partecipato numerosa ai suoi funerali ed è stata sempre vicina alla famiglia e in particolare ai genitori di Sandro che tutt’ora vivono ad Alberese».
«In molti hanno conosciuto Sandro e sono cresciuti con lui – ricorda Bonifazi – Il rapporto tra comunità ed Arma dei carabinieri è forte e si è andato sempre più rinforzando. Negli oltre duecento anni dalla sua nascita l’Arma ha avuto sempre la caratteristica di essere una grande famiglia che trasmette valori importanti: la solidarietà, la fedeltà, la dedizione, la vicinanza alla gente anche con la capillarità della presenza delle stazioni, come quella di Alberese; e la disciplina senza fare distinzione tra chi oggi è in servizio o in congedo. Credo che chi ha fatto il carabiniere, proprio per questi valori, lo sia sempre».
«Lo straordinario legame che unisce i cittadini ai carabinieri – sottolinea il sindaco – si è potuto consolidare in virtù del sacrificio di tanti di loro che hanno sacrificato la loro vita ovunque ci sia stato bisogno di salvaguardare la convivenza civile, di soccorrere».
«Come si legge nel Vangelo di Giovanni “nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici”. È questo – conclude il sindaco – il mio commosso e umile pensiero che porgo ai familiari, in particolare a Simona e Leonardo».
«Grazie di cuore Alessandro».
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