Italia
Forestali e autisti bus senza stipendio E non c’è soluzione
Più di venti famiglie amiatine sono sull’orlo del baratro Lazzeroni (Unione): «Andiamo a Firenze per capirne di più»
ARCIDOSSO. Si dà il caso che si lavori gratis e gli stipendi siano un optional. Succede in Amiata con le buste-paga degli operai forestali e degli autisti dei pulmini scolastici di Castell’Azzara ancora al palo.
Forestali. Per gli operai forestali del Monte Amiata gli arretrati sono di tre mesi e mezzo: e hanno già sofferto non poco per ottenere qualche mese di stipendio che è costantemente in ritardo. Il consigliere di minoranza dell’Unione dei Comuni Corrado Lazzeroni aveva rivolto anche un’interrogazione – in sede di assemblea consiliare dell’ente – continuando a interrogare anche gli uffici sul destino dei lavoratori, che a suo tempo avevano organizzato anche un presidio davanti alla sede dell’Unione. Al momento però poco si sa anche delle intenzioni della Regione Toscana al capitolo forestazione. Lazzeroni parla chiaro: «Si sa – dice – che la Regione avrebbe promesso una cifra all’Unione dei Comuni per il pagamento degli stipendi, ma i soldi non sono arrivati e nessuno se la sente di firmare per un anticipo su quanto promesso dalla Regione. Non mi pare, comunque, che i vertici dell’Unione dei Comuni si stiano muovendo per risolvere il problema che sta mettendo in grande difficoltà più di dieci famiglie. Un’iniziativa potrebbe essere quella di andare, istituzioni e operai, alla sede della Regione Toscana per capire direttamente le intenzioni di Firenze».
Austisti. E se gli operai forestali sono esasperati, lo sono ancora di più la dozzina di autisti e assistenti di pulmini scolastici di Castell’Azzara: da sei mesi senza stipendio. È una situazione davvero intollerabile per i lavoratori che dicono: «Esasperati è dir poco – si sfogano – Da sei mesi non vediamo un euro. I bollettini stanno arrivando di continuo, ma noi non possiamo pagarne uno. Abbiamo speso i pochi risparmi e adesso si gratta il fondo del barile. Sei mesi di ritardo sono davvero insostenibili». E chiudono: «Chi vince la gara – osservano – dovrebbe avere anche l’onorabilità dei soldi liquidi per pagare i dipendenti». In teoria gli stipendi arrivano agli autisti dopo aver percorso un lungo giro. I soldi partono dai Comuni per il servizio scuolabus e arrivano all’Unione dei Comuni; poi dall’Unione all’azienda appaltatrice e da qui all’azienda che ha in subappalto il servizio scuolabus. Finito il giro, una parte dei soldi iniziali dovrebbero arrivare agli autisti dei pulmini. Invece qualche marchingegno si inceppa. Chissà dove. Infatti, i dodici autisti degli scuolabus di Castell’Azzara, Semproniano e Sorano – a marzo – sono stati pagati fino allo scorso ottobre e lo stipendio è indietro di sei mesi.
La vicenda. La storia è complicata perché il servizio scuolabus di Castell’Azzara, Semproniano e Sorano, delegato all’Unione dei Comuni dell’Amiata grossetana che ha effettuato regolare gara, è stato vinto da Tiemme che a sua volta ha individuato l’azienda Idealviaggi per il trasporto degli studenti. I Comuni pagano all’Unione i costi di loro competenza e l’Unione li gira a Tiemme che a sua volta li passa a Idealviaggi. «Un lungo giro burocratico – aveva commentato giorni fa il segretario dell’Unione Aldo Coppi – che si inceppa. Anche perché a volte ci sono ritardi da parte dei Comuni. Noi come Unione, avevamo saldato fino a dicembre. In ogni caso – aggiunge – è stata proprio in questi giorni aperta la gara per affidare il prossimo servizio di trasporto, gara che scadrà fra una ventina di giorni. Con il futuro rinnovo spero proprio che questi inconvenienti finiscano».
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