Il Tirreno

Grosseto

Rifugiati, l’accoglienza sotto inchiesta

di Giulia Sili
Rifugiati, l’accoglienza sotto inchiesta

Il giallo di un bloc notes dimenticato durante una riunione di Partecipazione e sviluppo finisce sul tavolo del procuratore

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MASSA MARITTIMA. Sono gravi le accuse che Luciano Fedeli ha rivolto all’associazione Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca.

Mercoledì scorso Fedeli, accompagnato da un gruppo di ex dipendenti e volontari della Onlus che si occupa di centri di accoglienza per richiedenti asilo nella provincia di Grosseto, è stato ascoltato dalla terza commissione del Consiglio Regionale della Toscana, commissione preposta alle politiche sociali.

Durante l’audizione, a porte chiuse, Fedeli oltre a parlare di questioni inerenti ai contratti di lavoro degli ex dipendenti, ha presentato un argomento scottante: il ritrovamento di un blocco di appunti nella sala riunioni del centro di Roccastrada, di proprietà di un delegato inviato da Lucca.

Un quaderno che, a detta di Fedeli e degli ex dipendenti, conteneva nomi, cognomi e informazioni che, alla data del ritrovamento, difficilmente avrebbero potuto essere già a disposizione.

La vicenda risale allo scorso 10 dicembre quando, in seguito a una riunione che si era svolta nel centro di accoglienza delle Venelle di Roccastrada – e più precisamente nel salone del proprietario dell’immobile Michele Stoduto – viene dimenticato sul tavolo un blocco di appunti, appartenente a una persona che ricopriva un ruolo di rilievo per conto della Onlus presieduta da Alessandro Ghionzoli.

«In quel quaderno – dice Fedeli – trovammo proposte di organico da assumere nelle associazioni per i centri futuri, come quello di Prata. Ma il bando della Prefettura di Grosseto sarebbe uscito soltanto il 15 dicembre, quindi cinque giorni dopo il ritrovamento degli appunti che contenevano anche precisi riferimenti al numero di profughi da ospitare per ogni centro della provincia. Numeri che lì per lì non capivamo a cosa si riferissero ma che oggi riteniamo essere i numeri esatti dei profughi da ospitare per ogni singolo Comune della provincia. Al 10 dicembre, non avrebbe dovuto conoscere quelle suddivisioni se non dopo aver letto il bando del 15 dicembre».

Fedeli il giorno stesso decise quindi di scansionare i fogli e di consegnarli qualche giorno dopo, il 23 dicembre, alla Guardia di Finanza e alla Procura.

Il bando pubblicato dalla Prefettura di Grosseto, finalizzato a stabilire una nuova graduatoria di soggetti gestori con i quali stipulare accordi per l’accoglienza straordinaria dei profughi, si sarebbe chiuso soltanto il 18 gennaio 2016: «Prima della chiusura del bando però, in data 29 dicembre, la Cosmos ha assunto personale per la sede operativa di Prata – continua Fedeli – venti giorni prima quindi della chiusura del bando e molti giorni prima dei risultati ufficiali».

La Prefettura di Grosseto da parte sua al momento non può rilasciare dichiarazioni in merito alla questione.

«Il Prefetto non può rispondere per una cosa che oggi è in mano alla Procura», comunicano dalla segreteria.

Intanto il proprietario di quell’agenda conferma di aver lasciato il suo quaderno per gli appunti a Roccastrada il giorno della riunione: «Ho dimenticato i miei appunti il giorno della riunione a casa di Stoduto e il pomeriggio stesso li ho ritrovati in una posizione differente, questo mi ha fatto pensare che fossero stati letti. Contenevano appunti di lavoro ma anche cose personali, tuttavia credo che siano stati fraintesi, perché per gran parte erano sigle e riferimenti difficili da comprendere. Ma nulla di che, non ho neanche sporto denuncia».

La Onlus quindi smentisce, mentre Fedeli e la Prefettura si affidano alla Procura perché su questa vicenda sia fatta piena chiarezza.

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