Sicurezza
Nove centrali e 19 permessi in attesa: ecco la mappa in provincia
GROSSETO. Sono diciotto i permessi di ricerca geotermica che sono attivi e che interessano alcuni comuni della provincia di Grosseto e limitrofi. Uno è stato richiesto da Geoenergy srl e riguarda la...
GROSSETO. Sono diciotto i permessi di ricerca geotermica che sono attivi e che interessano alcuni comuni della provincia di Grosseto e limitrofi.
Uno è stato richiesto da Geoenergy srl e riguarda la zona del Monte Labbro, due sono richiesti da Gesto srl nei Comuni di Cinigiano e Montalcino, altri tre sono stati richiesti da Enel green power per Murci, Boccheggiano e Montebamboli, ben cinque quelli richiesti da Sorgenia Geothermal srl per le località di Poggio Montone, Monte Santa Croce, La Grasceta, Montorio e La Pianaccia. Un permesso di ricerca è stato richiesto da Magma Energy Italia srl a Roccastrada, altri tre da Tosco Geo srl nelle località di Bagnolo, Castiglione d’Orcia e Riba d’Orcia, uno richiesto da Futuro energia srl per Pereta e due richiesti da Terra energy srl per Scansano e Pomonte.
Di queste richieste, due riguardano permessi pilota e sono quelli di Montenero, richiesto da Gesto Italia srl, e di Castelnuovo richiesto da Toscano Geo srl.
Attualmente le centrali geotermiche attive in tutta l’area grossetana sono Bagnore 3 e Bagnore 4 nel comune di Santa Fiora, Carboli 1, Carboli 2, Nuova Lago, Nuova San Martino e Nuova Monterotondo nel comune di Monterotondo Marittimo, dove sta per essere realizzata una nuova centrale il cui procedimento autorizzativo è arrivato in fondo; e poi sono attive Travale 3 e Travale 4 nel comune di Montieri.
L’iter che segue un permesso di ricerca è complesso. Innanzitutto viene presentato in Regione come progetto per attività di ricerca. Una prima valutazione viene fatta con la verifica di assoggetabilità.
Se l’esito è positivo la richiesta passa al secondo step di valutazione: toccherà alla conferenza dei servizi decidere per il rilascio o meno del permesso di ricerca; in caso di esito negativo il progetto è soggetto a valutazione d’impatto ambientale e, successivamente, se considerato idoneo, si prosegue con la conferenza dei servizi.
Nel Piano ambientale ed energetico regionale, approvato a febbraio 2015, si parla dello sviluppo della geotermia che, in tutta la Toscana, potrà avvenire solo a condizione di assicurare un impatto ambientale complessivo migliore di quello già garantito con le ultime autorizzazioni uniche rilasciate in materia.
A maggior ragione questo varrebbe per il territorio dell’Amiata dove «il riassetto della concessione di Piancastagnaio e la nuova centrale Bagnore 4 (tra i comuni di Santa Fiora e Arcidosso) hanno portato la potenza complessivamente installata attorno ai 100 Megawatt fissando un punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa con le tecnologie oggi impiegate e la vocazione socio economica dei territori». (e.p.)
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