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Marras: «L’intramoenia rimane»

Marras: «L’intramoenia rimane»

Il consigliere replica a Vivarelli Colonna: «Slogan demagogici»

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GROSSETO. Non vanno giù a Leonardo Marras, capogruppo Pd in seno al consiglio regionale, le dichiarazioni del candidato a sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna sull’intramoenia, cioè l’attività di libera professione esercitata dai medici all’interno di una struttura ospedaliera pubblica.

«Basta interventi slogan, Vivarelli Colonna fa solo demagogia – dice Marras – per grattare la pancia all’elettorato, ma con la sanità non si scherza. La riforma del sistema sanitario regionale, appena entrata in vigore, non prevede la cancellazione dell’intramoenia, nè ne impone la modifica. La posizione espressa dal presidente della Regione Enrico Rossi rientra appieno nella discussione che stiamo portando avanti in consiglio regionale».

«L’istituto dell’intramoenia – dice Marras – può assicurare un’ulteriore opportunità assistenziale per il cittadino e concorre al miglioramento degli standard di erogazione delle prestazioni istituzionali, anche attraverso la riduzione dei tempi di accesso ai servizi, purché essa sia adeguatamente regolamentata. Si tratta di affrontare la questione a tutto campo, monitorandone gli effetti, valutandone l’efficienza, facendo verifiche sistematiche perché quell’opportunità non si trasformi in squilibrio o, peggio, in impoverimento della qualità delle prestazioni».

«Come gruppo del Partito Democratico – continua Marras – abbiamo presentato una mozione che, se approvata, impegnerà la giunta regionale ad attuare una piccola rivoluzione nella gestione dell’esercizio della libera professione nelle strutture sanitarie pubbliche. Abbiamo chiesto anche un impegno nei confronti del governo per il progressivo superamento dell’extramoenia».

Così Marras commenta l’intervento di Vivarelli Colonna. E aggiunge: «Questo è l’impegno chiesto nella mozione firmata, tra gli altri, anche da Stefano Scaramelli, presidente commissione consiliare sanità: rivedere, laddove necessario, la regolamentazione esistente in merito alle erogazioni di prestazioni sanitarie in regime intramoenia e rafforzare le azioni per l’organizzazione di un sistema aziendale centralizzato che gestisca in maniera efficiente le liste di attesa, anche utilizzando campagne di recall almeno semestrali, con l’obiettivo di allineare i tempi di erogazione delle prestazioni in ambito istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramoenia, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza della libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi in ambito istituzionale».

Ed ecco altri punti: «proseguire nelle politiche per il completo rientro dei professionisti nelle strutture aziendali pubbliche – dettaglia Marras – nonché per favorire la possibilità, da parte delle aziende, di acquisire dal professionista prestazioni di rilevanza clinico assistenziale (cardiochirurgia, neurochirurgia, oncologia...) al fine di non duplicare le liste di attesa sulle medesime prestazioni rese in regimi diversi. Valutare quindi la fattibilità di intervento sulle soglie di remunerazione delle prestazioni erogate in regime di intramoenia, tale per cui al crescere dei compensi di cui alle attività libero-professionali cresca progressivamente la quota trattenuta dall’azienda sanitaria nell’ambito della quale la prestazione è stata erogata. Quindi – conclude Marras – attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni affinché si proceda al rafforzamento del principio dell'esercizio esclusivo della professione sanitaria all'interno del sistema pubblico mediante il superamento progressivo della possibilità di esercitare contestualmente la libera professione extramoenia».

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