Il Tirreno

Grosseto

«Geotermia sì, ma solo con soggetti affidabili»

di Enrico Pizzi

Dopo le dichiarazioni di Renzi, Marras (Pd) ribadisce che la risorsa è centrale E invita Enel green power a un nuovo ruolo per lo sviluppo del territorio

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GROSSETO. «La geotermia è fonte considerata rinnovabile ed è ancora una fonte capace di essere sviluppata, negare la geotermia è sbagliato, ma ci sono dei limiti ambientali e paesaggistici».

Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Leonardo Marras, dopo le parole del premier Matteo Renzi che ha detto che l’Italia punta sulla geotermia e ha parlato del possibile raddoppio sull’Amiata, fa il punto sullo stato dell’arte della geotermia e per prima cosa chiede alla Regione un atto di coerenza con le linee guida approvate in seguito a una risoluzione che proprio il Pd aveva portato in consiglio regionale.

«Mi aspetto – dice Marras – che sul progetto di Monte Labbro e sul progetto pilota di Montenero, che dipende direttamente dal ministero, ma sul quale il ministero deve avere il parere della Regione, la Regione esprima parere contrario».

«A chi mi chiede come la penso sulla geotermia – spiega Marras – rispondo ribadendo la posizione che ho preso mesi fa nella risoluzione che ho presentato al consiglio regionale insieme ad altri consiglieri del Partito democratico: la geotermia è una risorsa strategica, sia dal punto di vista energetico che da quello economico, ma dobbiamo porre dei punti fermi che ne regolino lo sviluppo tutelando cittadini e ambiente».

Le indicazioni di quella risoluzione sono state accolte dalla Regione nelle “Disposizioni in materia di geotermia”. Ma a preoccupare Marras è anche la necessità di garantire l’affidabilità dei soggetti che presentano i progetti. «Non si può pensare che sia affidabile – dice Marras – un soggetto che voglia fare investimenti milionari, ma abbia un capitale sociale di appena ventimila euro».

Si tratta, dunque, di «esaminare preventivamente le capacità di cui sono in possesso gli operatori sia per portare avanti il progetto che per affrontare eventuali criticità, per questo uno dei vincoli per il rilascio del permesso di ricerca è la presentazione di una fidejussione in proporzione al valore delle opere di recupero ambientale previste a seguito delle attività».

Ecco, dunque, perché dire no ai progetti di Monte Labbro e Montenero, non per non fare la geotermia, ma per farla bene, magari ripensando una migliore collocazione, da condividere con le comunità locali. A questo proposito «in queste settimane – spiega Marras – stiamo lavorando insieme all’assessore Ceccarelli alla modifica della legge 65 che normerà la conferenza di copianificazione, ovvero Regione e Comuni valuteranno insieme la fattibilità delle opere, i territori avranno maggiore voce attraverso i loro sindaci».

Le priorità, dunque, sono tutela del paesaggio, investimenti nella ricerca e valutazione degli operatori, ma per Marras non basta. «A Enel – dice – dobbiamo chiedere di più, non solo soldi come abbiamo fatto fino ad ora per interventi di lavori pubblici, così non si genera economia... Dobbiamo chiedere a Enel di diventare una vera e propria agenzia di sviluppo del territorio che si preoccupi direttamente di chiudere la filiera geotermica ricercando investitori che possano sfruttare il calore in eccesso».

Marras auspica, poi, l’adesione delle imprese interessate alla ricerca geotermica alla rete geotermica Toscana, fatta proprio da imprese che si propongono l’uso delle migliori tecnologie. Non ultimo invita i Comuni grossetani ad aderire alla Carta della buona geotermia, che spinge i Comuni verso lo sviluppo della bassa entalpia.

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