Il Tirreno

Grosseto

Con la nuova recinzione addio ai Pratini di Valle

di Paola Villani
Con la nuova recinzione addio ai Pratini di Valle

La porta d’accesso al Parco di Montioni verrà presto chiusa dai gestori Nessuna attività promozionale nell’immobile, protestano gli ambientalisti

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. La porta di accesso al Parco di Montioni sta per essere recintata: così i follonichesi non potranno più utilizzare quello spazio per scampagnate e passeggiate, com’è sempre stato. Una zona della campagna della città del golfo, nota a tutti come Pratini di Valle; un piccolo edificio recuperato e ristrutturato con denaro pubblico e un prato fino ad ora accessibile a tutti.

Quell’area doveva essere la porta di accesso follonichese al Parco di Montioni, perché di fatto è l’ingresso ai boschi e ai percorsi naturalistici. Nel 2015 l’immobile e lo spazio circostante sono stati dati in concessione ad un gruppo di associazioni locali per un costo annuo di 2.600 euro: ma fino ad oggi il prato era rimasto comunque fruibile da tutti. Ora qualcosa sta per cambiare definitivamente.

In questi giorni infatti è stata rimossa la vecchia recinzione, che permetteva facilmente di entrare a chi voleva passare delle ore in tranquillità in campagna, per installarne una nuova più alta e quindi non più superabile. L’operazione è legittima ma qualcosa non torna a chi invece preferirebbe continuare ad avere a disposizione l’area e a coloro che da tempo oramai dicono che il Parco di Montioni dovrebbe essere una risorsa e non solo un cartello segnaletico. Oltretutto, dall’anno scorso a ora quell’immobile non è stato utilizzato come centro promozionale dell’area naturalistica e quindi c’è chi non capisce il motivo di quella concessione e soprattutto perché il Comune di Follonica non abbia interesse a rendere il Parco un valore aggiunto per la ricettività locale. A sollevare il caso è stata l’associazione La Duna che ha inviato nei giorni scorsi una lettera all’amministrazione per avere chiarimenti sul futuro di quella zona. «Abbiamo chiesto spiegazioni su quella recinzione che sta per essere innalzata – dicono gli ambientalisti – L’ingresso al Parco di Montioni è sempre stato, con il suo prato al riparo dai venti, un luogo dove molti follonichesi e non si sono recati per fare una grigliata in tranquillità o una partita a pallone con i figli o altre attività consentite dal luogo. In questi anni si sono succeduti diversi concessionari, ma nessuno ha mai ritenuto di avere una gestione esclusiva nei confronti dei cittadini. Siamo perciò rimasti sbalorditi nel vedere la vecchia palizzata rimossa e al suo posto dei pali che chiaramente dovranno essere appoggio per una rete che impedirà l'ingresso libero». Perché privare i follonichesi di uno spazio percepito come pubblico? E poi: perché fino adora in quell’immobile non sono state organizzate iniziative volte alla promozione del Parco? Non viene quindi messa in discussione la possibilità di recintare e chiudere la zona che è nel diritto di chi ha la concessione, ma il fatto che ancora non si sia compresa l’importanza del Parco di Montioni e la necessità di renderlo un punto di forza per il territorio e non un luogo altro, sconosciuto ai più. Una richiesta che va avanti da anni ma che ancora forse non è stata recepita da chi di dovere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca