Sicurezza
C’è la carta dei lavoratori e chi vuole può firmarla
Cgil inaugura oggi la grande campagna per far diventare legge un nuovo statuto che garantisca diritti e tutele anche a co.co.co, esercito dei voucher e partite Iva
GROSSETO. Da oggi si può votare per la nuova Carta dei diritti universali del lavoro: novantasette articoli – scritti da costituzionalisti – per una nuova quotidianità del lavoro. Quotidianità, non straordinarietà: la stragrande maggioranza delle norme che questo nuovo statuto intende prevedere è “normale”: cioè sarebbe la prassi se non ci fossero lavoratori di serie A e di serie B.
La “Carta” è l’iniziativa con cui Cgil punta a portare a battesimo uno statuto che tuteli i parìa del mondo del lavoro: i collaboratori coordinati e coordinativi, gli sfruttati del voucher, le partite Iva per disperazione... Sarà una maxi campagna. In tutta la Maremma spunteranno trecento gazebo: qui chiunque potrà chiedere ed essere informato su cosa sia la nuova Carta. E, se lo vorrà, potrà firmare per una proposta di legge di iniziativa popolare che faccia diventare legge ciò che lo statuto prevede.
La campagna. Saranno in prima linea più di trecento volontari; ci saranno uno o più certificatori (che danno il nulla osta alla correttezza della procedura di raccolta firme) in ogni comune della provincia. E poi un camper attrezzato: «con cui vogliamo raggiungere luoghi della Maremma come Giuncarico, Vetulonia, San Giovanni delle Contee» dice Claudio Renzetti, segretario della Camera del lavoro di Grosseto. E banchetti, gazebo, iniziative, oltre che la comunicazione sui social network. Per la Cgil insomma è davvero una grande campagna quella che ha preso avvio con 306 assemblee fatte in meno di 50 giorni e che proseguirà da oggi con la raccolta firme a sostegno della Carta dei diritti universali del lavoro e dei tre referendum abrogativi ad essa subordinati.
Il perché. «Vogliamo dare il nostro apporto in modo significativo alla campagna nazionale della Cgil – sottolinea Renzetti, – e per questo da ora alla fine di giugno batteremo ogni angolo della provincia, raggiungendo anche i luoghi più isolati per portare fra le persone la discussione sui contenuti della Carta. Il nostro obiettivo non è raccogliere le firme certificate (ne serviranno almeno 50.000) a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare per dare rango costituzionale alla carta dei diritti, o per presentare in Cassazione i tre referendum (almeno 500.000 firme). Ma piuttosto è portare le persone a discutere di lavoro e diritti, perché siamo convinti che sia arrivato il momento di andare all’attacco».
Lo statuto: cosa c’è. L’obiettivo della Carta è quello di estendere le tutele per malattia, maternità e sicurezza nei luoghi di lavoro ai lavoratori precari e autonomi. Lo Statuto propone un maggior numero di contratti però mirati sulla base dell’attività che si svolge. Chiede l’abolizione o la revisione delle di alcune forme contrattuali, voucher in primis. Chiede poi l’estensione delle responsabilità negli appalti, tutele diverse per i licenziamenti discriminatori, strumenti efficaci per una vera lotta al caporalato.
La politica. «Nel battere la Maremma nei prossimi mesi – dice Renzetti – non ci limiteremo a cercare i nostri iscritti: abbiamo infatti avuto già una disponibilità diffusa fra sindaci, assessori e consiglieri comunali, alcuni dei quali ci hanno detto che non condividono integralmente la nostra proposta ma ci riconoscono e ci rispettano e in funzione di questo hanno dato la disponibilità a darci una mano. Stiamo costruendo anche un fronte sociale con associazioni, partiti e corpi intermedi, esponenti della cultura e del sociale – continua il segretario della Camera del Lavoro grossetana – per promuovere una discussione vera sul futuro del mondo del lavoro e sulla declinazione dei diritti, partendo dai contenuti della nostra Carta». (g.m)
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