Il Tirreno

Grosseto

PROFUGHI E POLEMICHE/1

«Una tendopoli a Prata» Allarme, ma è una bufala

«Una tendopoli a Prata» Allarme, ma è una bufala

MASSA MARITTIMA. Si è forse trattato di un pesce d’aprile in ritardo o di una battuta volata rapida di bocca in bocca che nel suo percorso ha cambiato forma e intenzioni e alla fine è diventata una...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Si è forse trattato di un pesce d’aprile in ritardo o di una battuta volata rapida di bocca in bocca che nel suo percorso ha cambiato forma e intenzioni e alla fine è diventata una notizia presa per certa. Fatto sta che una frase, detta per scherzo, tramite un veloce passaparola è cresciuta a dismisura arrivando ad avere particolari minuziosi e prove fotografiche a corredo.

Da qualche giorno gira infatti la notizia di una tendopoli improvvisata al campo sportivo di Prata, allestita per ospitare i richiedenti asilo che a fine mese verranno trasferiti nell’alloggio in paese. Gli appartamenti destinati al centro di accoglienza in effetti non sono ancora terminati e i profughi stessi del centro di Gerfalco ogni giorno si recano a Prata per ultimare i lavori necessari al loro soggiorno. La notizia della tendopoli ha creato scalpore in paese e ha fatto il giro delle mura. In effetti una tenda al campo sportivo c’era davvero e chi è passato di lì ha potuto vederla con i suoi occhi. Si trattava però dell’attrezzatura da campeggio di un pratigiano che si era recato al campo sportivo per provare a montare la tenda nuova in vista della prossima vacanza.

Una battuta infelice ha creato il caso: «Che fai, monti la tenda per i profughi?». Il tempo di passare dal campo alla piazza e la battuta è diventata un fatto preso per certo: i profughi sono alloggiati in tende installate al campo sportivo.

Alcuni cittadini allarmati hanno anche telefonato al centro di accoglienza di Gerfalco per chiedere spiegazioni e la notizia, seguita dalla foto della tenda da campeggio, è approdata su Facebook, dove si sono scatenati i commenti.

La storia può far sorridere, ma di un sorriso amaro. Perché mostra come in paese ci sia grande preoccupazione per gli eventi futuri. «Mi hanno chiamato da Prata per chiedere spiegazioni, volevano sapere della tendopoli e quando ho spiegato che si trattava di un fraintendimento hanno tirato un sospiro di sollievo – spiega Marco, un ragazzo di Montieri che fino a qualche mese fa lavorava per la cooperativa Partecipazione e Sviluppo a Gerfalco – questo mostra quanto la situazione sia tesa, so di persone che non vorranno più far uscire i figli a giocare in piazza per l’arrivo degli stranieri».

Insomma, la “bufala della tenda” è la cartina tornasole di una condizione ben precisa: «in paese in molti hanno paura – spiega Marco – ma questo è un sentimento giustificato dal fatto che non è stato fatto assolutamente niente per preparare la popolazione all’arrivo dei profughi, a Gerfalco la popolazione era stata informata e gli operatori avevano predisposto fatto un piano per l’integrazione così da creare le condizioni ideali per l’accoglienza». (g.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa