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caserma di alberese

Prove per la cerimonia di intitolazione a Giorgioni

ALBERESE. La caserma dei Carabinieri di Alberese in via del Geniere domani sarà intitolata a Alessandro Giorgioni, morto nel 2004 a 36 anni durante l'adempimento del proprio dovere e insignito della...

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ALBERESE. La caserma dei Carabinieri di Alberese in via del Geniere domani sarà intitolata a Alessandro Giorgioni, morto nel 2004 a 36 anni durante l'adempimento del proprio dovere e insignito della medaglia d'oro al valore dell'Arma dei Carabinieri.

Dalle 10.30 si terrà nella frazione grossetana la cerimonia pubblica alla quale, oltre alle autorità cittadine, sarà presente il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Tullio Del Sette, il comandante interregionale Vincenzo Giuliani e quello della Legione carabinieri Toscana, Emanuele Saltalamacchia.

L'iniziativa è partita su richiesta fatta al sindaco dal comandante provinciale, il colonnello Vincenzo Tedeschi, anche presente alla cerimonia che sarà seguita dalla visita della caserma e quindi da un piccolo rinfresco.

Ieri nella frazione i militari hanno effettuato le prove, con i carabinieri in alta uniforme che hanno studiato sul campo i movimenti, simulando lo svolgimento della cerimonia. Alcune decine di minuti di prove che non potevano non attirare l’attenzione degli abitanti della frazione, anche perché la caserma si trova nel centro del paese. E così in tanti si sono fermati a guardare per cercare di capire cosa potrà avvenire domani. Perché Sandro Giorgioni ma in realtà tutti i Giorgioni (il padre Francesco aveva guidato la stazione per 25 anni) per Alberese sono una cosa di famiglia.

Era il 22 luglio di dodici anni fa quando Alessandro cadde sotto i due colpi di pistola del “lupo” - così era soprannominato Luciano Liboni - a Sant’Agata di Feltria, in località Pereto, nelle Marche. L’appuntato stava controllando i documenti di Liboni, segnalato come un tipo sospetto. Non c’era stato scampo. Anche Liboni, braccato, era rimasto ucciso. Pochi giorni più tardi, era il 31 luglio, il bandito rimase colpito in uno scontro a fuoco a Roma, al Circo Massimo. E morì poi in ospedale.

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