Italia
La città piange l’avvocato d’Amato Oggi i funerali
Figura autorevole, era stato a capo delle camere penali Era ricoverato da venti giorni a Siena, il dolore dei colleghi
GROSSETO. È morto l’avvocato Giovanni d’Amato. Figura di grande spessore nel panorama forense maremmano, avrebbe compiuto 85 anni la settimana prossima, lunedì. Era nato a Frosinone l’11 aprile 1931. Afflitto da una malattia da qualche tempo, era ricoverato da circa 20 giorni all’ospedale di Siena dove aveva subito un piccolo intervento chirurgico.
Da allora non si era più ripreso e le complicazioni insorte negli ultimi giorni hanno fatto precipitare la situazione, al punto che anche la famiglia stessa - nelle ultime ore - aveva smesso di sperare.
La morte è insorta in ospedale, al policlinico Le Scotte di Siena, la sera di mercoledì quando un attacco di cuore l’ha spento per sempre: la famiglia era con lui. Il corpo è stato portato nel primo pomeriggio di ieri da Siena a Grosseto, dov’è stato esposto al cimitero di Sterpeto. I funerali sono oggi alle 15,30 nella chiesa dell’Addolorata a Grosseto. L’avvocato lascia la moglie Paola Borrini e i figli Alessandro - avvocato nel suo stesso studio - e Gianmarco, di professione chimico.
D’Amato è sempre stato considerato una figura di spicco nel panorama forense non solo locale.
Una carriera lunghissima iniziata in gioventù con l’iscrizione come praticante nel 1953, poi all’albo degli avvocati a partire dal 1958. La cancellazione dall’albo professionale risale al 2013 - dopo 55 anni lunghi anni - anche se lui continuava a frequentare ugualmente lo studio di via Bonghi, uno dei più rinomati e importanti del capoluogo, grazie a un inossidabile amore per il suo lavoro.
È stato presidente della Camera penale di Grosseto dal 1987 per 20 anni.
Dello stesso organismo attualmente era presidente emerito, ma è stato anche tra i fondatori dell'Unione nazionali delle camere penali di cui aveva rivestito la carica il vicepresidente. Una personalità forte, autorevole, che ha lasciato un segno profondo tra i colleghi. D’Amato era un avvocato di notevole prestigio penalistico, titolare di uno studio importante in piazza Cosimini e che aveva maturato e consolidato, negli anni, rapporti di amicizia importanti e sinceri. «È stato una figura di spicco, autorevole e carismatica anche a livello nazionale», dicono di lui in tribunale i colleghi ricordando come - tra le altre cose - l’avvocato avesse lavorato come collaboratore della Procura federale della Figc e fosse stato amico fraterno di Vittorio Chiusano, avvocato ed ex presidente della Juventus scomparso nel 2003. E lo sport aveva accompagnato anche la sua gioventù quando il professionista in erba si dilettava a fare competizioni di atletica leggera.
La Camera penale esprime profondo cordoglio, a cui si associa l’intera redazione del quotidiano Il Tirreno. Profondamente addolorato Alessandro, il figlio, ha espresso parole di apprezzamento nei confronti del reparto di neurochirurgia delle Scotte, «condotto con grande professionalità e umanità dal primario dottor Giuseppe Oliveri e dalla sua équipe». (el. g.)
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