Il Tirreno

Grosseto

Il Comune “apre” ai dipendenti e lo sciopero slitta

di Ivana Agostini
Il Comune “apre” ai dipendenti e lo sciopero slitta

La giornata di astensione era stata indetta per stamani ma al momento è congelata in attesa di nuovi sviluppi

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ORBETELLO. Revocato, per il momento, lo sciopero dei dipendenti del Comune di Orbetello. La giornata di sciopero era stata indetta per stamattina ma in seguito agli spiragli che si sono aperti dopo l’assemblea di ieri le organizzazioni sindacali e la rsu del Comune hanno deciso di congelare lo sciopero e dare all’amministrazione una ulteriore possibilità di chiudere la pratica nella maniera migliore per tutti.

«A concedere una vera e propria apertura - spiegano i rappresentanti Uil, Cgil e Cisl- è stata la sindaca Monica Paffetti. Per adesso - dicono Salvatore Gallotta della Cgil e Sergio Lunghi della Uil - lo sciopero è stato spostato con una decisione unanime (fatte salve alcune astensioni) al 22 aprile e nel frattempo si è attivato quello che in gergo di chiama il tavolo di “procedura di raffreddamento” davanti al prefetto che ha 5 giorni di tempo per convocare le parti. L’ente ha una settimana per poter apportare le dovute modifiche e venire con una proposta più adeguata e decorosa rispetto a quella fino ad ora presentata». Tutte le parti sindacali sono concordi nel giudicare «inaccattabile» la proposta presentata fino a questo momento dal Comune perché «riduce in maniera consistente il punto fermo per i prossimi anni riguardo il salario accessorio da corrispondere ai dipendenti comunali». Se davanti al prefetto non si dovesse raggiungere un accordo i dipendenti andranno dritti verso lo sciopero del 22 al quale ne potrebbero seguire anche altri. Anche ieri l’assemblea ha fatto registrare la completa adesione di tutti i dipendenti, uniti e decisi ad andare avanti per ottenere quanto richiesto. «Non vogliamo soldi a pioggia - precisano i sindacati - ma quanto ci spetta in relazione alle valutazioni di merito. Non possiamo concepire che si pensi solo ai dirigenti dimenticando gli altri dipendenti. Il Comune è venuto al tavolo delle trattative con una vera e propria provocazione salvaguardando i dirigenti togliendo tutte le risorse che necessitavano per la salvaguardia dei dipendenti non blasonati».

A impedire che l’assemblea si alzasse e andasse via è stata la sindaca. «C’è stata una rottura fra segretario comunale e sindaca e questo - spiegano - ha aperto un varco». Lunghi precisa che i suoi attacchi non sono ai dipendenti dell’ufficio del personale ma a chi lo dirige. La cifra che dovrebbe essere messa in campo non sembra essere di quelle che cambiano la vita a un’amministrazione comunale ma è fondamentale per i dipendenti, che sarebbero incentivati a svolgere le loro funzioni. «Diversamente - dicono - i dipendenti farebbero il loro dovere senza essere spronati a fare di più ben sapendo che quel di più non viene riconosciuto. Tutto questo a danno dei cittadini. È la prima volta che ci troviamo in una situazione simile - concludono - con le precedenti amministrazioni non era mai successo. I continui riassetti del personale hanno dimostrato molta confusione nell’organizzazione e in chi ha gestito il personale».

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