Il dolore
Danni allo stadio È un conto da 110.000 euro
Il Comune chiede il rimborso a Piero Camilli a conclusione delle verifiche allo Zecchini
GROSSETO. L'amministrazione comunale di Grosseto sta per inoltrare una richiesta di 110.000 euro all'ex patron dell'Us Grosseto Piero Camilli come risarcimento danni per gli impianti sportivi in gestione, lo stadio Carlo Zecchini e il sussidiario Nilo Palazzoli di via Michelangelo, che hanno necessitato di alcuni lavori per la riconsegna al nuovo gestore in data 28 agosto 2015.
È il risultato dell'accertamento tecnico preventivo effettuato da un perito del Tribunale di Grosseto incaricato dal Comune, dopo che Piero Camilli, il 9 giugno 2015, ha riconsegnato le chiavi al sindaco Bonifazi aprendo di fatto una crisi del calcio grossetano che si è risolta definitivamente con l'arrivo di Max Pincione; questi ha portato le risorse per la serie D, dopo che la giunta, il consulente Stefano Osti ed un gruppo di imprenditori si sono mossi per iscrivere almeno la società alla Promozione o all'Eccellenza.
«Ho inviato una nota a Bonifazi – ricorda Camilli l’8 giugno per informarlo che, per mille motivi, non avrei iscritto la squadra al campionato alla Lega Pro e il giorno dopo, quindi il 9, ho mandato Luciano Cafaro a riportare le chiavi della sede».
La prima provvisoria stima dei danni effettuata dal perito, sulla base dell'accertamento preventivo 2338/2015, è per la precisione di 110.050 euro compresa iva.
Sono cinque le voci dei lavori effettuati per rimettere a norma lo stadio dopo l’uscita di scena della vecchia dirigenza dell'Unione Sportiva Grosseto: sistemazione spogliatoi dello Zecchini e del Palazzoli per 11.000 euro, ripristino tornelli 1.500 euro, verniciature strutture in ferro 16.000 euro, opere edili interne ed esterne 25.000 euro ed infine 24.000 per gli impianti tecnologici, comprese le telecamere che tante polemiche hanno sollevato. «Quelle che c’erano si erano esaurite, tanto che abbiamo giocato anche una gara a porte chiuse. Le nuove le ho pagate io e me le sono riprese».
Il totale ammonta dunque a 77.500 euro, somma alla quale deve essere aggiunta l'Iva.
Per arrivare alla cifra che verrà notificata all’attuale patron della Viterbese («Non ho ricevuto niente», dice Piero Camilli) sono stati considerati i disagi alla struttura e il danno d'immagine per il Comune.
Il perito del tribunale non ha invece richiesto danni per il manto erboso dello stadio, che è stato dunque considerato ben trattato dalla società concessionaria.
«Fino al 30 giugno scorso - spiega l'ex patron Piero Camilli ho pagato 2.500 euro più iva al mese ad una ditta per la sistemazione del manto».
Un particolare importante alla luce della trattativa in atto tra il Comune e il Football Club Grosseto.
Il presidente Pincione ed i suoi collaboratori ritengono di natura straordinaria i lavori per la risistemazione del terreno dello stadio, mentre per i dirigenti comunali rientrano negli ordinari.
In parole povere l'Fc Grosseto sostiene di avere un debito di oltre 40.000 euro, mentre per l'amministrazione, che ha anche incontrato l’avvocato Stilo, il sodalizio è credito di 11.577 euro. Una querelle che di fatto sta bloccando il rinnovo della convenzione: l'imprenditore italoamericano vuole chiarire l'aspetto delle fatture prima di versare le rate del canone annuo, che consentirebbero al consiglio comunale di votare una convenzione quinquennale, come richiesto da Pincione per programmare in maniera più tranquilla il futuro della squadra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
