Il Tirreno

Grosseto

Appalto sul verde, Albiati torna in gara

di Paola Villani
Appalto sul verde, Albiati torna in gara

Follonica, la ditta era stata esclusa e ha fatto appello al Tar, che le ha dato ragione. Il sindaco: «Non cambia nulla»

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Il Tar ordina al Comune di Follonica di riammettere un’azienda nella gara per l’appalto della gestione del verde, un maxibando scaduto il 14 dicembre per quattro anni di rapporto lavorativo dal valore di partenza di 2.880.000 euro.

Le aziende che hanno presentato un’offerta erano diciassette. La ditta Albiati è stata esclusa dalla gara e così ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana contro il Comune e nei confronti di Green Service, impresa che ha presentato, come spiegano dal Municipio, la migliore offerta economica, inferiore solo a quella dell’azienda ricorrente.

Albiati chiedeva l’annullamento del provvedimento che l’ha esclusa dalla procedura aperta per l’affidamento del servizio di manutenzione del verde pubblico comunale, delle operazioni della commissione di gara contenenti le motivazioni del provvedimento di esclusione e di tutti gli atti conseguenti, compresa l’aggiudicazione definitiva, che non è stata ancora eseguita.

Il ricorso, secondo il Tar, è fondato e di conseguenza i giudici hanno ordinato al Comune di riammettere la Albiati nella procedura.

«Questo – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini – non influisce nelle procedure che continuano ad andare avanti: il Comune ritiene di non dover far ricorso in appello. La gara va avanti, non si ferma, dobbiamo semplicemente riammettere l’azienda».

L’esclusione, anche se dal Comune non lo specificano, pare sia dovuta al punteggio ottenuto dalla parte tecnica, che ha inficiato poi quello relativo all’offerta economica.

«Gli effetti distorsivi determinati dall’attribuzione dei punteggi relativi all’offerta tecnica – scrivono i giudici del Tar – non sono di per sé riconducibili al contenuto dell’offerta della ricorrente (che non avrebbe potuto, a prescindere dall’esame dell’offerta economica, essere perciò ritenuta abnorme o irragionevole) e potevano eventualmente essere rimossi solo attraverso l’esercizio dell’autotutela nei confronti dell’intera procedura. Si ritiene la sussistenza del danno grave e irreparabile e, quindi, dei presupposti per la concessione della misura cautelare».

Il Comune dovrà dividere con la ricorrente le spese di giudizio, 1.000 euro, mentre la trattazione del merito verrà discussa il prossimo 21 settembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa