Il Tirreno

Grosseto

Anche i comunisti in corsa Barzanti ottavo candidato

di Enrico Pizzi
Anche i comunisti in corsa Barzanti ottavo candidato

Rispolverati l’antico nome e la falce e il martello, il PcI sta alla larga da alleanze Nel programma ci sono attenzione a lavoro, sicurezza, asili e tariffe dell’acqua

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GROSSETO. I comunisti ci sono ancora e non scendono a patti, ma corrono in solitaria per le amministrative del Comune di Grosseto.

Il candidato sindaco, l’ottavo della serie, è Marco Barzanti, già assessore nella prima giunta Bonifazi, quando i Comunisti italiani, di cui era segretario provinciale, erano ancora alleati del Pd.

Dario Bibbiani, militante comunista «dall’età della ragione» presenta Barzanti e la lista del partito che ora si chiama “Partito comunista d’Italia” e ha rispolverato oltre all’antico nome anche il vecchio simbolo del Pci, la falce e il martello su bandiera rossa e il tricolore.

Si parte da una critica feroce al capitalismo e del pensiero unico «di cui – dice Bibbiani – molti nostro ex compagni di strada sono diventati alfieri, ma il capitalismo mostra di essere al tramonto, le crisi cicliche lo dimostrano, la crescita è divenuta un’illusione, negli ultimi trenta anni l’azione libera e incontrastata del capitale ha solo determinato il peggioramento delle condizioni di vita, l’occupazione è scesa, l’abbattimento dei diritti ha reso precari sempre più lavoratori, si va in pensione sempre più tardi e con importi sempre più bassi. La sanità con l’apertura al privato non è migliorata, le privatizzazioni dei servizi hanno portato qualche vantaggio reale ai cittadini? Dov’è che il mercato senza regole ha portato benefici?».

Barzanti torna, dunque, sulla scena politica. Per la verità un’ipotesi di alleanza con il Pd c’era stata, ma è morta ancora prima di nascere. «Avevamo pensato di aprire un dialogo con Pd sulla candidatura di Borghi – spiega Barzanti – ma non è avvenuto per lo sgambetto fatto a Borghi dal suo partito. E poi Mascagni ha aperto a liste di destra, a liste di centrodestra: già c’era l’Udc, oggi si parla di accordo a livello nazionale tra Verdini e Renzi, e così a livello locale si assiste a posizionamento nuovo di Lamioni. Il Pd ormai è sempre meno di sinistra è sempre più tendente a destra».

Ma il Pci non è stato nemmeno al tavolo con gli altri partiti della sinistra. «Non ci hanno voluti – dice Barzanti – anche perché per molti il nostro simbolo è ormai scomodo».

Poi arriva la critica nel merito delle politiche portate avanti negli ultimi cinque anni. «Bonifazi – dice Barzanti – è stato assente sui principali temi, il più grave la sanità: assordante il suo silenzio di fronte ai tanti tagli pesanti che hanno reso l’ospedale quasi inerme, inutile. La gestione Mariotti ha prodotto solo risparmi che hanno procurato premi per i dirigenti. Ma anche Marras non ha mai detto nulla sui tagli applicati a Grosseto».

Altri temi caldi su cui Barzanti annuncia il suo impegno sono quelli della sicurezza, del lavoro, del turismo, delle scuole per l’infanzia, su cui è ancora forte la critica per la creazione di Iside. E poi i temi delle tariffe troppo alte dell’acqua e del servizio dei rifiuti, la viabilità che stenta a trovare un realizzazione con «la Grosseto-Siena che fatica a essere completata, e speriamo non sia messa a pedaggio, mentre per il corridoio tirrenico sarebbe sufficiente adeguare le quattro corsie, perché altrimenti passeranno altri vent’anni e invece c’è un’urgenza sicurezza».

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