Il Tirreno

Grosseto

«Almirante sì, Salvini mai»

di Gabriele Baldanzi
«Almirante sì, Salvini mai»

Pungolato da Antichi, Lamioni si scopre. E profila un appoggio a Mascagni

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GROSSETO. Un post su Facebook, firmato dall’ex sindaco di Grosseto Alessandro Antichi ed ecco che il presidente di Confartigianato e leader di Passione per Grosseto Gianni Lamioni esce allo scoperto e spiega, in modo dettagliato, con qualche giorno di anticipo, il suo percorso e la sua probabile quanto imminente collocazione: con Mascagni, nel centrosinistra.

Potenza dei social. Antichi diventa il giornalista malizioso che provoca e domanda, Lamioni l’intervistato. «Sono in attesa, con sincera curiosità – scrive Antichi – di sapere con quali motivazioni l’amico Giovanni Lamioni giustifica il suo appoggio al candidato del Pd Lorenzo Mascagni. Lui che, alle regionali, aveva criticato il vecchio centrodestra, perché (a suo parere) andava d’accordo con la sinistra. Troverà di certo parole e ragioni più che convincenti per far capire che la coerenza in politica non conviene e non va neanche di moda. E del resto si può sempre confidare nella scarsa memoria degli elettori...». La risposta è lunga e articolata, tale da fare notizia.

«Non rinnego la militanza a destra». «Rispondo con piacere ad Antichi, con la passione e la reciproca stima che caratterizza da sempre il nostro rapporto – attacca Lamioni – innanzitutto voglio dire che non rinnegherò mai la mia storia di centrodestra. Ho votato Almirante per arrivare al “penultimo Berlusconi” passando per Fini e Casini. L’ho fatto a ragion veduta, con coscienza, con amore della storia e dello studio. Ho votato il centrodestra che portava avanti valori e battaglie nelle quali mi riconoscevo e nelle quali credevo e credo da cattolico, moderato e liberale quale sono. Invece non voterò, e non avrei votato neanche dieci anni fa, un centrodestra a matrice leghista, con una evidente deriva populista e demagogica. E mi domando, visto che si parla di coerenza, come possano votarlo tante persone che hanno le mie stesse convinzioni».

Mai con i barbari. «Se devo scegliere tra l’estremismo e il populismo di Salvini e Matteo Renzi scelgo quest’ultimo tutta la vita – prosegue Lamioni – ed è proprio chi nega queste cose e vota solo per abitudine a non risultare coerente». Dopo alcune considerazioni di carattere nazionale sui conflitti tra Berlusconi e la Lega, Lamioni torna ad attaccare l’ex sindaco: «È bene davvero che i cittadini non abbiano memoria, visto che sono tre anni che Antichi ci ossessiona sulla necessità del partito unico tra Renzi e Berlusconi per fermare i barbari: Cinque Stelle e Lega. Ora proprio quella Lega ha relegato Berlusconi a caricatura e Antichi sostiene chi porta avanti quotidianamente battaglie contro l’euro e l’Ue».

La cappella a Cana. Poi Lamioni vira sul locale: «A chi ricorda le mie critiche al presidente Enrico Rossi rispondo che rimango esattamente sulle stesse posizioni. Ma sostenendo Mascagni non si vota Enrico Rossi, a meno che non è cambiato il sistema elettorale. A chi cita la mia intervista dove utilizzo la frase sulla cappella di famiglia a Cana ribadisco oggi che il candidato sindaco per il centrosinistra non sarei mai stato disponibile a farlo. Aggiungo però che mio padre è tutt’ora figura di riferimento per le mie scelte di vita e che ho la presunzione di sapere che non avrebbe mai votato questo centrodestra».

Capiranno gli elettori? «Gli elettori – prosegue Lamioni – potrebbero non capire questa scelta, ma non è questo il metro che mi fa prendere le decisioni. Io decido secondo coscienza. Nel centrodestra sanno chi sono e come la penso: da quelle parti l’unico modo per ripartire è una partecipazione dal basso e il metodo migliore sono le primarie. Lo dissi anche nelle riunioni immediatamente successive alle elezioni regionali di maggio».

Ricerca di poltrone. «A seguito della candidatura a governatore della Regione mi sono dimesso da presidente della Camera di commercio e da vicepresidente nazionale di UnionCamere, pur non avendo nessun obbligo in questo senso, rinunciando a visibilità, prestigio ed emolumenti. AntonFrancesco Vivarelli Colonna non avrà nessuna difficoltà a confermare che se Passione avesse sostenuto il suo percorso politico il sottoscritto non sarebbe stato disponibile per alcun ruolo. Stessa cosa sarà se alla fine Passione deciderà di sostenere Mascagni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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