La manifestazione
Stalking nei confronti dei vicini: madre e figlia a giudizio
SCANSANO. È una lite tra vicini di casa, anche banale, almeno apparentemente o forse solo inizialmente. Una serie di dispetti (come ad esempio chiamare i carabinieri lamentandosi della lavatrice...
SCANSANO. È una lite tra vicini di casa, anche banale, almeno apparentemente o forse solo inizialmente. Una serie di dispetti (come ad esempio chiamare i carabinieri lamentandosi della lavatrice accesa, nel cuore della notte, quando invece questa era spenta) che, ripetuti nel tempo, hanno finito per causare il rinvio a giudizio - per stalking e ingiurie - di madre e figlia di nazionalità russa.
Oxana Panteleeva, 42 anni, e Sofia Panteleeva, 22, dovranno comparire il 5 luglio davanti al giudice Andrea Stramenga per l’inizio del dibattimento. Lo ha deciso il giudice Marco Bilisari, accogliendo le richieste del sostituto procuratore Alessandro Leopizzi.
I fatti contestati sono tutti concentrati in pochi giorni del giugno scorso, ma secondo l’accusa gli episodi si sarebbero ripetuti addirittura dal giugno 2012. Il 15, avrebbero chiamato i carabinieri lamentandosi che i vicini avevano avviato la lavatrice: era l’1,30 di notte e i carabinieri avevano telefonato ai presunti “colpevoli” dell’avviamento. Ma nessun apparecchio sarebbe stato in funzione a quell’ora.
Il giorno dopo, uno dei vicini sarebbe stato offeso dalla madre, che avrebbe anche mostrato il gesto delle corna. Ancora, un’altra vicina sarebbe stata offesa e minacciata, sempre dalla madre. La figlia invece sarebbe entrata in azione il giorno successivo, il 18 giugno: avrebbe di nuovo offeso e minacciato la vicina. La madre, il 19, avrebbe ancora una volta preso di mira la vicina: «Io mi sto lavando, finisci di sbattere le lenzuola mentre faccio la doccia. Non è mica una cosa normale» e poi una serie di parole offensive, tutte dettagliate nel capo di imputazione, che ha raccolto le considerazioni esposte nella querela presentata dai vicini. Su tutti questi episodi i carabinieri avevano compiuto alcuni accertamenti, dettagliati poi in un rapporto inviato alla Procura. Agli atti del procedimento anche alcuni certificati medici, da mettere in relazione con lo stato di disagio, ansia e paura che secondo l’accusa sarebbe stato causato ai vicini. In dibattimento sarà portato anche un fascicolo con episodi di competenza del giudice di pace, risalenti al 2014. Difesa Alessandro D’Amato. (p.s.)
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