Spazzino di professione Fumettista per passione
ARCIDOSSO. Un operatore ecologico prestato al fumetto e ai suoi eroi. Una maniera “casalinga” di raccontarsi e raccontare storie e di indicare dei modelli. Eroi, di cui il nostro tempo ha bisogno....
ARCIDOSSO. Un operatore ecologico prestato al fumetto e ai suoi eroi. Una maniera “casalinga” di raccontarsi e raccontare storie e di indicare dei modelli. Eroi, di cui il nostro tempo ha bisogno. Avventure a lieto fine (quasi sempre), con la certezza che il bene trionfa sul male.
Chico, o meglio Enrico Domenichini di Arcidosso, della Zancona, per essere più precisi, quello che ritrae Tex Willer, Zagor, Dylan Dog, Diabolik e molti altri personaggi dei fumetti, è un disegnatore fai da te. A dipingere non glielo ha insegnato la scuola. La sua è una faccenda di innamoramento assoluto per gli eroi dei fumetti, soprattutto quelli storici che Chico conosce benissimo.
Tutti ad Arcidosso sanno chi è Chico, noto per il suo mestiere di operatore ecologico che lo porta ogni giorno sulle strade, in mezzo alla gente, ma non tutti sanno di questa sua passione per il disegno e in particolare per i ritratti dei protagonisti dei fascicoli cult degli innamorati del fumetto.
Da diversi anni, Chico, che ha 58 anni, è appassionato copiatore di immagini di fumetti ma non solo: copia di tutto e con dimensioni diverse dagli originali, anche disegni di pubblicità, e fissa sul suo quaderno anche le immagini che compaiono sulle scatole di pizza ed altre curiosità che via via, durante le sue giornate trascorse all’aperto, catturano la sua attenzione.
Chico di professione fa l’operatore ecologico ma la sera, a volte anche insieme a sua figlia, la quale sta prendendo piano piano la passione del babbo, si mette a disegnare in salotto mentre la moglie rigoverna la cucina. La sua mano allora si dimentica della scopa e degli attrezzi da lavoro per impugnare il lapis e le matite. Crea personaggi e li anima coi colori e col suo tocco convinto, dà vita a sguardi che sembrano veri, a occhi di carta.
Il disegno, i colori e le immagini, hanno cominciato ad affascinarlo fin da quando era bambino, ma ha iniziato a «impratichirsi e a sciogliersi la mano», come dice lui stesso, grazie all’aiuto di un amico, una ventina di anni fa. La sua passione per i fumetti è rimasta come un amore segreto, di cui non ha mai parlato pubblicamente. Ed oggi è la prima volta in assoluto che ha deciso di confessare ufficialmente questa sua esperienza. Lo fa in modo spontaneo, senza fronzoli, come se narrasse la storia di uno dei fumetti che riproduce nelle proprie opere.
«Non sono bravissimo – dice – ma mi arrangio. Se qualcuno mi dice di copiare una fotografia è certo che non la farò uguale, ma somigliante sì».
La moglie a volte gli dà consigli o pareri: «Le chiedo un’opinione – racconta – se un disegno o uno schizzo abbia bisogno o meno di qualche ritocco ed è contenta che io mi abbia coltivato questa passione».
Una maniera, insomma, a cui collabora tutta la famiglia, tanto che anche la figlia di Chico fin da piccola ha apprezzato le storie del babbo e adesso ha cominciato a mettere qualcosa di suo nero su bianco. I fumetti da cui Chico trae maggiori spunti sono soprattutto Tex Willer, Zagor, Dylan Dog che escono dai loro fascicoli originali e prendono vita nel quadernone dove Chico compone a matita, sia a colori sia in bianco e nero. Mentre si racconta, continua a disegnare e dice: «Quando comincio a vedere che il disegno si forma, mi sento bene e provo soddisfazione, pur facendo i disegni come mi riesce e come le mie capacità mi consentono». (f.b.)
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