Proteste
Per via Genova si chiude un’epoca
Da impresa modello al calvario dello smantellamento. Ma il lavoro non manca
GROSSETO. Dici via Genova e pensi a Eurovinil, al marchio bianco e blu – EV – a quel “ben di Dio” realizzato oltre 45 anni fa da Franco Giachi e Maro Scardigli.
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Allora dentro la fabbrica ci si spostava in bicicletta; fuori, negli spazi verdi adiacenti a palazzine e capannoni, si organizzavano i tornei di tennis e calcetto. Fino al 2014 EV era il brand leader in Italia nella ricerca, progettazione e produzione di articoli gonfiabili per le forze armate, la navigazione da diporto e professionale.
Il portafoglio era composto da un’ampia gamma di prodotti destinati a molteplici mercati: zattere di salvataggio per le forze armate, zattere per il settore della navigazione da diporto e professionale, prodotti per la protezione (strutture pneumatiche) e un ampio assortimento di articoli per il mercato industriale. Ma soprattutto molto apprezzate – in Italia e all’estero – le cosiddette tende pneumatiche di pronto impiego per ricoverare persone in caso di disastri ambientali e applicazioni militari.
Da oltre 15 anni Eurovinil fa parte di Survitec Group, leader del mercato mondiale della tecnologia di sopravvivenza marittima, della difesa e aerospaziale. Con sede a Southampton, l’azienda ha un organico di 2.000 persone dislocate in 10 stabilimenti produttivi e 50 centri di assistenza, connessi in un network di 550 distributori e agenti in grado di coltivare una rete di clienti globale. Un gruppo con 160 anni di vita.
Tutto questo, però, non è bastato per salvare la storica linea produttiva di Grosseto. Con la cessione a Ricci dell’80% dello stabilimento ancora di proprietà Survitec, di fatto si chiude un’epoca. In un territorio scarsamente vocato all’attività industriale, Eurovinil ha rappresentato un fiore all’occhiello. Un’azienda in grado di svilupparsi e crescere fino a raggiungere traguardi di visibilità internazionale, tali da essere considerata, in ogni tempo (dal 1960 a oggi), all’avanguardia nei vari settori nei quali si è presentata con i suoi “oggetti”, straordinari per tipologia e tecnologia di produzione.
La forza del successo di Eurovinil – spiegavano un anno fa alcuni ex dipendenti – è da accreditare senz’altro alla tecnica di assemblaggio delle parti componenti degli articoli in foglia di pvc: la saldatura elettronica ad alta frequenza; ma soprattutto alla capacità di continua evoluzione dei prodotti e all’adeguamento dei metodi di produzione.
Un processo industriale completo alimentato da impiegati, tecnici, maestranze, tutti di provenienza locale. Una forza lavoro che ha avuto modo di acquisire la mentalità di fabbrica e professionalità specifiche, talvolta uniche, nell’ambito dell’azienda. Nel suo oltre mezzo secolo di storia Eurovinil ha fornito opportunità di lavoro a migliaia di persone, delle quali oltre il 70% donne, di tutta l’area grossetana e località limitrofe.
I gruppi più consistenti provenivano da Gavorrano, Caldana, Scansano, Magliano, Batignano, Campagnatico e Paganico. Molti anche gli studenti che nel periodo estivo hanno avuto il loro “battesimo” di lavoro all’Eurovinil. Infine i prodotti: dai gonfiabili ai personaggi della Walt Disney, per i quali Eurovinil aveva l’esclusiva per l’Europa, fino al settore balneare e nautico. E ancora gli articoli per i settori militare, industriale e logistica.
Gli ultimi due anni sono stati un calvario: decapitato il management, messe alla porta decine di lavoratori. L’ultima volta che l’azienda era balzata alla ribalta delle cronache era stato alla vigilia di Natale del 2015, quando Eurovinil era riuscita ad alleggerirsi dello stipendio più pesante, quello del direttore dell’azienda – ormai ex – Tommaso Canapa. Il manager che, su input di Survitec, aveva firmato i licenziamenti.
Oggi in sella resta solo Paolo Ruggiero, che probabilmente accompagnerà Eurovinil verso la nuova fase, una struttura easy, votata unicamente alle revisioni. L’arrivo di Ricci c’entra poco con il destino di Eurovinil, ma proprio adesso è lecito domandarsi cosa succederà in futuro: quali altre difficoltà dovranno affrontare i dipendenti rimasti? Dopo due anni di battaglie sindacali, smantellamenti, licenziamenti, il lavoro non manca. Cosa hanno intenzione di fare i manager inglesi negli spazi rimasti? Solo il ramo revisioni? Ed è da escludere a priori una collaborazione con Ricci?
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