Il Tirreno

Grosseto

Economia e comunità, scuola per il sociale

di Gabriele Baldanzi
Economia e comunità, scuola per il sociale

Diocesi, Caritas e Lumsa varano il corso che ha per obiettivo la conoscenza e gli interventi sui temi della giustizia

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GROSSETO. Parte a Grosseto la scuola “Economia e Comunità”, un percorso in 5 moduli - da aprile ad ottobre - in collaborazione con Edic spa e il polo “Lionello Bonfanti” di Loppiano, sotto la direzione scientifica del professor Luigino Bruni, ordinario di Economia alla Lumsa di Roma e docente all’Istituto universitario Sophia, economista, saggista e giornalista. L’organizzazione, invece, è curata da Diocesi di Grosseto e Caritas. Tra gli sponsor Banca della Maremma, Uscita di Sicurezza, la Fondazione L’Altra Città e la onlus “Solidarietà è crescita”.

Informazione. La scuola - a numero chiuso, massimo 30 iscritti - si avvarrà dell’apporto di docenti universitari, economisti, sociologi, che offriranno un percorso volto a conoscere sempre più e sempre meglio le vie alternative a un sistema economico che ha perso di vista la persona, le relazioni, i beni comuni. Le iscrizioni vengono raccolte presso la Caritas diocesana di Grosseto (caritasgrosseto@caritasgrosseto.it; telefono 0564 28344). Il costo di iscrizione è di 30 euro. Come nasce l’idea è presto detto. Di recente la Diocesi ha affidato alla Caritas il compito di elaborare due percorsi paralleli, che si affianchino alle iniziative più propriamente spirituali. Al centro i temi della giustizia e della economia, l’impegno del cristiano e della Chiesa per eliminare alla radice le cause di ingiustizia.

Parla il vescovo. «L’anno giubilare – ha detto il vescovo Rodolfo Cetoloni – è ripresentato come il tempo della ricomposizione di tutto ciò che è stato ferito, deturpato dal peccato, dall’ingiustizia, dalla dimenticanza. La misericordia deve pertanto diventare gesto di rigenerazione e rinascita. E’ per questo motivo che abbiamo pensato di proporre percorsi di riflessione e formazione, perché c’è bisogno di intessere un nuovo dialogo tra Chiesa e comunità che, partendo dai temi della giustizia e di un’economia civile, produca risposte concrete ai bisogni che intravediamo sul territorio e per i quali non sempre si riesce ad individuare le soluzioni più appropriate». Per la Diocesi questa scuola è un investimento sulla speranza. «Abbiamo voluto chiamare la scuola “Economia e Comunità – ha aggiunto il vescovo – perché una economia che nasce solo dall’individuo comporta le conseguenze che stiamo vivendo. Ma l’uomo non è individuo! L’uomo è persona, è relazione e ogni sua azione, anche quella economica o dell’impostazione del lavoro e della politica, deve considerare il bene comune».

Gli altri partners. Oltre al vescovo sono intervenuti anche il professor Luigino Bruni, in collegamento via Skype, il direttore della Caritas diocesana di Grosseto don Enzo Capitani e Francesco Gentili, membro del cda della Banca della Maremma, tra gli sponsor del progetto. Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti delle cooperative Solidarietà è Crescita e Uscita di sicurezza, dell’associazione e della fondazione L’Altra Città, che insieme alla Banca della Maremma sostengono economicamente il progetto. «Quella che partirà a Grosseto sarà una scuola popolare – ha sottolineato il professor Bruni – dove ci si forma insieme, con una forte attenzione al tema della comunità e della città. Ci educheremo all’economia di comunione, cioè l’economia giusta, altrimenti faremmo un pessimo servizio». Sulla stessa lunghezza d’onda don Enzo Capitani: «Se si vuol affrontare il tema della povertà occorre, allora, mettere mano a quello della giustizia, da non intendersi solo come questione da tribunali, ma come tema che riguarda la ripartizione delle risorse all’interno della società. Il possesso del denaro diviene spesso il senso della vita delle persone. Bisogna invece riappropriarsi del fatto che il senso alla vita lo dà la persona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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