Attenzione
Addio a Fausto Corsi appassionato ornitologo
Già professore di scienze naturali all’Istituto agrario, aveva 61 anni. Aveva fondato il Gom ed era autore di numerose pubblicazioni scientifiche
GROSSETO. La sua passione era guardarsi intorno. A naso in sù, per osservare i movimenti degli uccelli. Con lo sguardo in basso, per capire i segreti della terra.
Fausto Corsi, 61 anni, già professore di scienze naturali all’Istituto tecnico agrario (tra il 1982 e il 2000) e appassionato naturalista, è morto la sera di martedì 5 aprile all’ospedale di Siena, dove era ricoverato per fronteggiare una grave malattia cardiaca. Una malattia che aveva solo rallentato i suoi studi, che sperava di poter riprendere al più presto. Corsi, che abitava a Roselle, lascia decine di pubblicazioni scientifiche sui temi della natura. Dall’Atlante degli anfibi (si occupò della scheda sul bufo virdis), agli studi sul padule della Diaccia Botrona e sulla laguna di Orbetello; dall’Atlante sugli uccelli svernanti scritto con Pietro Giovacchini alla collaborazione con la Rivista italiana di ornitologia. Era attivo dagli anni Settanta. E proprio in quegli anni era stato fondatore della sezione grossetana del Wwf.
Basta digitare “Fausto Corsi” su Google e saltano fuori decine di voci. Tra le quali non può mancare quella relativa al Gruppo ornitologico maremmano di cui fu tra i fondatori, nel 2004, che oggi conta oltre 45 soci e che vanta anche una collaborazione con l’Università di Pisa. Ne era il vicepresidente. Il Museo di storia naturale come base di partenza e punto di riferimento: e poi tanto lavoro di osservazione sul campo. L’avifauna che transita per la Maremma o che abita qui per lui non aveva segreti. Era stato un assiduo osservatore e lettore degli “anelli” di cui gli esemplari erano dotati: trasmetteva le comunicazioni agli enti e alle associazioni che si erano occupati appunto dell’inanellatura, aiutando i colleghi a tracciare la mappa delle rotte. Fenicotteri e cormorani erano tra i suoi soggetti preferiti, ricordano gli amici e i collaboratori.
Ma era anche e soprattutto un appassionato dei luoghi in cui viveva, come testimoniano non soltanto i temi delle pubblicazioni ma anche la partecipazione ad eventi che avevano per scopo ricordare le peculiarità di un territorio ricco come la Maremma: su queste pagine il suo nome comparve nel 2013, in occasione della partecipazione alla serata in occasione dell’anniversario dell’incendio che aveva distrutto gran parte della pineta di Marina di Grosseto. Era anche stato componente del consiglio direttivo del Parco della Maremma, fino alla fine degli anni Novanta.
Lascia la moglie e due figlie. Non ci sarà rito funebre, la salma sarà cremata nei prossimi giorni.
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