Il Tirreno

Grosseto

Tutti assolti per le case di Montesorano

di Pierluigi Sposato
Tutti assolti per le case di Montesorano

Erano finiti sotto accusa in quattro per i presunti illeciti edilizi, il geometra del Comune anche per abuso d’ufficio

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SORANO. Assolti tutti all’udienza preliminare dalle accuse di aver realizzato abusivamente due palazzine da 21 abitazioni, in località Cerreto di Montesorano.

Così ha deciso il giudice Valeria Montesarchio al termine dell’inchiesta condotta dalla Procura nei confronti di Gianfranco Giuliani, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Sorano (questi è stato assolto anche dall’accusa di abuso d’ufficio - anche in questo casola motivazione è che il fatto non sussiste), Ugo Lotti, geometra direttore dei lavori, Stefano Amantea, ingegnere legale rappresentante della Nuovo Millennio srl esecutrice delle opere, l’architetto Alfonso Cucci, legale rappresentante dell’impresa Vega Costruzioni srl proprietaria e committente delle opere (nonché direttore dei lavori per le opere strutturali).

Erano finiti sotto inchiesta nel 2011, anche se le condotte contestate a Giuliani erano relative al 2008: il sostituto procuratore Stefano Pizza (in aula la collega Maria Navarro) gli contestava il rilascio abusivo del permesso a costruire, in violazione delle norme di più leggi, e di aver consentito a Cucci di realizzare un vantaggio patrimoniale ingiusto. Quel permesso era poi stato annullato nel 2010 dal nuovo responsabile dell’ufficio tecnico. La Procura si era avvalsa della consulenza di uno specialista nel corso delle indagini.

Il giudice si è riservato novanta giorni per il deposito delle motivazioni. In aula, l’avvocato Marco Calò (per Lotti e Giuliani) aveva fatto notare l’infondatezza delle illegittimità contestate: sia quella che avrebbe dovuto obbligare la Vega a realizzare le opere di urbanizzazione contestualmente al rilascio del permesso (era ritenuta dall’accusa zona di espansione rurale C e non di completamento B), sia quella relativa all’impossibilità per il Comune di rilasciare permessi per nuove edificazioni in mancanza di un Piano strutturale. Il legale ha fatto notare che nel borgo di Montesorano vi erano già opere di urbanizzazione e che dunque l’insediamento era senza dubbio classificabile come B; e qualora quella fosse stata individuata come area C, mancavano solamente opere marginali.

Errata poi, secondo Calò, la premessa che il Comune si trovasse sotto il regime sanzionatorio al momento del rilascio del permesso. Perché il termine per adottare il Piano strutturale era di dieci anni dalla delibera di presa d’atto delle prescrizioni regionali alla variante. E il per Sorano il regime sarebbe scattato dal 29 febbraio 2010 (la delibera del Comune è di quello stesso giorno del 2000) e non, come ha sostenuto il consulente dell’accusa, dal 1° aprile 2004: questi avrebbe preso come punto di riferimento un testo differente.

Sul permesso per costruire, il difensore aveva insistito sulla legittimità piena; e, sul geometra Lotti, che la qualifica di direttore dei lavori era venuta meno prima dell’apertura del cantiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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